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Paolo Zardini lancia un bel sasso nello
stagno.
Questa idea di una Cittadella del Vino come punto di
aggregazione e fabbrica di idee
per tutti coloro che di vino vivono, è
corposa, carica di implicazioni e coinvolgimenti, anche
provocatoria, a ben vedere.
Vorrei esaminare la proposta per punti.
Punto 1. La crisi è arrivata anche in
Valpolicella e le aziende che vedono decurtate le vendite
del 20, 30, 40 percento sono entità che entrano in
ansia. Solo gli sciocchi si chiedono tra quanto
passerà. E una crisi globale che obbliga le
aziende a ripensare e rielaborare il loro
porsi nei confronti del mercato. Non è la
crisi ciclica del vino. E una rivoluzione a livello
mondiale e anche la Valpolicella è costretta ad
assegnarsi una nuova collocazione sul mercato.
Punto 2. Gli imprenditori veneti non
amano consociarsi. In Trentino, in Emilia
Romagna il riunirsi in consorzio è una questione
genetica. Il Veneto ha scelto come suo punto di forza
lindividualismo. Visti i risultati, non cè
da dargli tutti i torti. Gli imprenditori del settore
vitivinicolo non si sottraggono a questa caratteristica.
Sono degli scalatori solitari. La vetta, anche se non
elevatissima, se la vogliono conquistare da soli.
Punto 3. In Italia, si sa, il vallo tra
scuola e imprenditoria è sempre stato molto profondo
(qualche volta anche guarnito di alligatori). Quindi una
proposta che parte dalla Scuola ed è rivolta in buona
parte allImprenditoria, corre il rischio di essere
presa in scarsa considerazione, se non addirittura
snobbata.
Punto 4. Nel punto centrale del
documento, Paolo Zardini dice: Lo scopo è quello
di dare vita ad una realtà nella quale si possano
concretizzare obiettivi strategici, conseguiti con la
messa in comune di conoscenze, esperienze ed intuizioni;
oggi determinanti nello scenario internazionale del
libero mercato. Non cè solo ambizione in
questo. Mi pare di avvertire il desiderio di dare una
scrollata ad Istituzioni Storiche esistenti sul
territorio e la cui funzione principale dovrebbe essere
esattamente questa.
Nel documento si legge ancora L'ambizione della
«Cittadella del vino» è fare diventare San Floriano,
con la sua centralità territoriale, «punto logistico
baricentrico delle eccellenze istituzionali (Università
di Verona, Provincia di Verona e Istituto tecnico di
Agricoltura) e cabina di regia dell'intera
organizzazione promozionale vitivinicola e del collegato
indotto economico valpolicellese.
Queste sono le mie considerazioni.
Lidea è buona e provocatoria. Il passo successivo
è quello di trasformarla in azioni concrete
da proporre agli operatori economici. Al piccolo
imprenditore che non sa più a che santo votarsi e che
non ha idea di come compiere il prossimo passo, gli vanno
forniti strumenti concreti che gli permettano di salire
nel processo di evoluzione della sua impresa. I proclami
generici non cediamo sul prezzo o
andiamo alla ricerca di nuovi mercati puzzano
di vecchio e di inconcludente.
Limprenditore vuole capire come lavorare sui
prezzi, come lanciare nuovi prodotti, come rendersi
visibile su mercati che giudica irraggiungibili, come
ridimensionare la propria struttura in modo da mantenerla
remunerativa, come aggiungere valore al suo marchio.
Per arrivare ad offrire un prodotto di tale
livello, il gruppo promotore della Cittadella dovrà
inserire al proprio interno qualche Cantiniere di peso e
di indiscusso prestigio. E evidente che Sandro
Boscaini non verrà a raccontare ai suoi concorrenti
quali sono le strategie della Masi per superare la crisi.
E però altrettanto vero che sarebbe in grado di
fornire una miriade di elementi conoscitivi che i piccoli
imprenditori non hanno nemmeno mai preso in
considerazione.
Concudo con una similitudine di tipo alpinistico. Agli
imprenditori della Valpolicella va lasciata la libertà
di operare come meglio credono. La scalata alla vetta è
giusto che la decidano da soli. Una iniziativa come
quella di Paolo Zardini dovrebbe essere così intesa e
proposta: "Invece di farti tutta la scalata da solo,
noi ti aiutiamo ad arrivare ad un Campo Base
a 2800 metri. Da lì fino alla cima sei libero di fare
come meglio credi".

Linea del Campo Base
Dedichiamo all'argomento uno
spazio di discussione in questo sito, sotto
la mela verde. Lì trovate anche il documento originale
pubblicato sull'Arena.

sabato 16 dicembre 2010
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