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Cementirossi: parli in modo forte e chiaro
02/10/2007
La storia infinita
del cementificio di Fumane prosegue: appunto come quelle scalcinatissime
soap opera degne della Rai. Per il 10 ottobre “Valpolicella 2000” (leggi
Daniele Todesco) ha indetto una nuova manifestazione in difesa di
Marezzane (leggi contro la Cementirossi). Nel volantino si distinguono
con facilità le seguenti accuse:
1- il cementificio è un concentrato di inquinamento pari a quanto
inquina una città delle dimensioni di Verona
2 - a Fumane il cementificio utilizza gli scarti della lavorazione del
petrolio bitume e pet-coke
3 - dal 2001 sono state introdotte varie decine di tonnellate di farine
animali
4 - Fumane è il più importante centro di smaltimento rifiuti della
provincia di Verona
5 - 100.000 tonnellate sono rappresentate da ceneri degli inceneritori
In un incontro che SalValpolicella ha avuto l'11 giugno con cinque
dirigenti della Cementirossi, compreso l’amministratore delegato Ing.
Fais, sono stati categoricamente smentite le accuse contenute in questi
punti.
A questo punto mi pare che il cementificio di Fumane non abbia
alternative. O querela Todesco perché racconta balle e diffama, oppure
qualsiasi altro comportamento va inteso come parziale ammissione delle
accuse che vengono mosse.
Anche la Cementirossi deve capire che ci sono alcune migliaia di
abitanti della Valpolicella che vorrebbero risposte definitive, chiare,
comprensibili e tranquillizzanti. Todesco terrorizza, il cementificio
dice che racconta balle. Per quanto andremo avanti ancora con la
commedia ? Fateci capire una volta per tutte. E’ troppo comodo affermare
che Todesco è un terrorista. Che cosa fa la Cementirossi per dimostrare
che la verità è tutta dalla sua parte ? Pensa di cavarsela sempre con l’articolone
sull’Arena ? Cementirossi ha un debito nei confronti degli abitanti di
Fumane, di San Pietro, di Marano: li deve tranquillizzare, deve
investire in comunicazione, deve usare qualsiasi mezzo per giustificare
la sua permanenza per almeno altri trent’anni in Valpolicella. Non
bastano le specifiche tecniche dei nuovi sistemi di filtraggio dei fumi.
Pochissimi sono i tecnici in grado di capire e apprezzare. Cementirossi
si rivolga ai comuni cittadini, vada nelle scuole a spiegare ai ragazzi
che non c’è ragione di preoccuparsi, installi pannelli che chiunque
possa leggere (in piazza, come ci ha appunto esemplificato l’Ing. Fais),
organizzi incontri in cui i cittadini abbiano la possibilità di essere
confortati e tranquillizzati, pubblichi dei dati da cui appaia senza
ombra di dubbio che la mortalità di chi ha lavorato nello stabilimento è
esattamente allineata a quella rilevata all’esterno.
E’ questo l’investimento che il cementificio deve effettuare. E non “in
unica soluzione”; è un investimento da programmare per tutti gli anni
che rimarrà nel territorio della Valpolicella. Apra le porte dello
stabilimento sia fisicamente che metaforicamente. E’ davvero arrivato il
momento di avviare una “operazione trasparenza” in grande stile.
Se anche una piccola parte di quello che racconta Todesco corrisponde a
verità, allora il Cementificio cominci a preparare le valigie perché è
ora. E’ ora che se ne vada.
Dr. Sandro Campagnola
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