Hanno messo le mutande alle cave
 

 
   
 
   


In un'epoca di smutandamento generale, c'è ancora qualcuno con uno spiccato senso del pudore. Sono i Signori delle Cave che hanno deciso di coprire le "vergogne" con dei teli di plastica scura. Forse non lo hanno deciso da soli. Magari qualcuno glielo ha imposto. Sta di fatto che è stata trovata una brillante soluzione ad uno scempio del territorio di cui c'è solo da vergognarsi. E' una vergogna per me che ci abito, è una vergogna per chi amministra questi territori, è una vergogna per chi ha assistito a questa devastazione e se ne è stato zitto.
"Salvaguardia del Territorio". Salvaguardia del Territorio è una formula magica usata da chiunque si ritrova davanti un microfono e si sente in obbligo di dire la sua su Valpolicella, su Lessinia, su Parco Naturale su valorizzazioni e sinergie, su enogastronomia e promozione. Parole, parole, ancora parole pronunciate a vanvera. Prima di parlare di nuovo invito il Sindaco di Fumane, il Sindaco di Sant'Anna, il Presidente del Parco della Lessinia, il Presidente della Comunità Montana della Lessinia, a recarsi a Cerna e puntare il loro sguardo verso ovest. Osservino attentamente che cosa è potuto succedere negli ultimi dieci anni. Non ci devono spiegazioni. Devono solo riflettere sul significato di Salvaguardia del Territorio; e pensarci seriamente prima di inserirlo nuovamente nei loro discorsi.
Stendiamo veli pietosi su Assessori di Provincia e Regione per i quali la Valpolicella potrebbe essere un satellite di Marte.

 

 

Circa un anno fa la cava (la più devastante) di Gorgusello, appena sopra Molina, si presentava così (sopra).
Poi qualcuno è intervenuto. E oggi la cava si presenta così (sotto). Con le mutande.

 

 

 

Il 20 gennaio 2007 (è un sabato) alle ore 15,30 nella Foresteria di Villa Serego Alighieri a Gargagnago si parlerà di cave. L'incontro è organizzato da "SalValpolicella". Vi invito a partecipare per una ragione ben precisa: immagino che sarà  una delle più interessanti partite di volley degli ultimi tempi. Le palle si chiameranno di volta in volta: non è di nostra competenza, l'amministrazione precedente, parere solo consultivo, avevamo negato il nostro consenso, il PRAC lo prevede.
L'argomento si presta. Ci auguriamo che anche i "giocatori" siano all'altezza.

Chiedo scusa per un'ironia che cerca solo di mascherare una delusione molto più profonda delle ferite inferte al nostro territorio. Mi possono raccontare di leggi, regolamenti, decreti e  decretini . Qui il punto è solo uno. Se un sindaco è impotente di fronte ad una devastazione del genere, significa che abitiamo effettivamente in una Repubblica delle Banane. E ci dovremo regolare quando andiamo a votare. Se invece tutto ciò può avvenire per semplice inerzia, trascuratezza, inefficienza, insensibilità, allora la cosa si fa grave. Se poi un sindaco ci mette del suo e si nasconde dietro al "benessere portato dalle attività estrattive" e permette che la "sua fetta" di Valpolicella venga devastata in questo modo, non è degno di fare il sindaco.

 

Se non riuscite a recuperare il sorriso, leggetevi la Legge Istitutiva del Parco della Lessinia. Le parti più significative sono diventate rosse. (sì, dalla vergogna)

 

Legge regionale 30 gennaio 1990 n. 12 (BUR n. 8/1990)

TITOLO I
NORME GENERALI

Art. 1 - (Istituzione del Parco naturale regionale della Lessinia).

1. Al fine di tutelare i caratteri naturalistici, storici, ambientali ed etnici del territorio della Lessinia è istituito ai sensi della legge regionale 16 agosto 1984, n. 40, il Parco naturale regionale della Lessinia come individuato nell’allegata planimetria in scala 1:25.000. ([ii])

2. Il Parco di cui al precedente comma comprende in tutto o in parte il territorio dei seguenti Comuni: Sant' Anna d' Alfaedo, Erbezzo, Boscochiesanova, Roverè Veronese, Grezzana, Selva di Progno, Dolcè, Fumane, Velo Veronese, San Giovanni Ilarione, Roncà, Vestenanova, Marano di Valpolicella, Crespadoro, Altissimo.

3. In particolare sono comprese nel perimetro del Parco ed individuate come zone da sottoporre a regime di riserva naturale per l’eccezionalità delle emergenze naturalistiche e paesaggistiche in esse contenute, le seguenti aree:

a) Corno d' Aquilio - Spluga della Preta;
b) Alto Vaio dell’Anguilla - Foresta dei Folignani;
c) Foresta di Giazza;
d) Cascate di Molina;
e) Ponte di Veia;
f) Covolo di Camposilvano - Valle delle Sfingi;
g) Covoli e Purga di Velo;
h) Pesciara di Bolca - Monte Purga - Monte Postale;
i) Strati di Roncà;
l) Basalti colonnari di S. Giovanni Ilarione.

 

Art. 2 - (Finalità).

1. Le finalità del Parco regionale della Lessinia sono le seguenti:

a)      la protezione del suolo e del sottosuolo, della flora, della fauna, dell’acqua;

b)      la tutela, il mantenimento, il restauro e la valorizzazione dell’ambiente naturale, storico, architettonico e paesaggistico considerato nella sua unitarietà, e il recupero delle parti eventualmente alterate;

c)      la salvaguardia delle specifiche particolarità antropologiche, paleontologiche, geomorfologiche, vegetazionali, faunistiche e archeologiche delle zone;

d)      la fruizione a fini scientifici, culturali e didattici;

e)      la promozione, anche mediante la predisposizione di adeguati sostegni tecnici finanziari, delle attività di manutenzione degli elementi naturali e storici costituenti il Parco, nonché delle attività economiche tradizionali, turistiche e di servizio compatibili con l’esigenza primaria della tutela dell’ambiente naturale e storico;

f)       lo sviluppo sociale, culturale ed economico delle popolazioni comprese nell’ambito del Parco e su di esso gravitanti;

g)      la promozione delle funzioni di servizio per il tempo libero e di organizzazione dei flussi turistici;

h)      la tutela e la valorizzazione del patrimonio etnico, storico, culturale e linguistico delle popolazioni “ Cimbre ”.

 

Ecco il risultato della valorizzazione del patrimonio etnico (vedi sopra) delle popolazioni Cimbre. Tutto quadra.

 


 

 

       
     
       
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