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Hanno messo le
mutande alle cave |
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Circa un anno fa la cava
(la più devastante) di Gorgusello, appena sopra Molina, si presentava
così (sopra).
Il 20 gennaio 2007 (è un
sabato) alle ore 15,30 nella Foresteria di Villa Serego Alighieri a
Gargagnago si parlerà di cave. L'incontro è organizzato da "SalValpolicella".
Vi invito a partecipare per una ragione ben precisa: immagino che sarà una delle più interessanti
partite di volley degli ultimi tempi. Le palle si chiameranno di volta
in volta: non è di nostra competenza, l'amministrazione precedente,
parere solo consultivo, avevamo negato il nostro consenso, il PRAC lo
prevede. Chiedo scusa per un'ironia che cerca solo di mascherare una delusione molto più profonda delle ferite inferte al nostro territorio. Mi possono raccontare di leggi, regolamenti, decreti e decretini . Qui il punto è solo uno. Se un sindaco è impotente di fronte ad una devastazione del genere, significa che abitiamo effettivamente in una Repubblica delle Banane. E ci dovremo regolare quando andiamo a votare. Se invece tutto ciò può avvenire per semplice inerzia, trascuratezza, inefficienza, insensibilità, allora la cosa si fa grave. Se poi un sindaco ci mette del suo e si nasconde dietro al "benessere portato dalle attività estrattive" e permette che la "sua fetta" di Valpolicella venga devastata in questo modo, non è degno di fare il sindaco.
Se non riuscite a recuperare il sorriso, leggetevi la Legge Istitutiva del Parco della Lessinia. Le parti più significative sono diventate rosse. (sì, dalla vergogna)
Legge regionale 30 gennaio 1990 n. 12 (BUR n. 8/1990) TITOLO I Art. 1 - (Istituzione del Parco
naturale regionale della Lessinia).
1. Al fine di tutelare i caratteri
naturalistici, storici, ambientali ed etnici del territorio della Lessinia è istituito ai sensi della legge regionale 16 agosto 1984, n.
40, il Parco naturale regionale della Lessinia come individuato
nell’allegata planimetria in scala 1:25.000. ([ii]) 2. Il Parco di cui al precedente
comma comprende in tutto o in parte il territorio dei seguenti Comuni:
Sant' Anna d' Alfaedo, Erbezzo, Boscochiesanova, Roverè Veronese,
Grezzana, Selva di Progno, Dolcè, Fumane, Velo Veronese, San Giovanni
Ilarione, Roncà, Vestenanova, Marano di Valpolicella, Crespadoro,
Altissimo. 3. In particolare sono comprese nel perimetro del Parco ed individuate come zone da sottoporre a regime di riserva naturale per l’eccezionalità delle emergenze naturalistiche e paesaggistiche in esse contenute, le seguenti aree: a) Corno d' Aquilio - Spluga della Preta; b) Alto Vaio dell’Anguilla - Foresta dei Folignani; c) Foresta di Giazza; d) Cascate di Molina; e) Ponte di Veia; f) Covolo di Camposilvano - Valle delle Sfingi; g) Covoli e Purga di Velo; h) Pesciara di Bolca - Monte Purga - Monte Postale; i) Strati di Roncà; l) Basalti colonnari di S. Giovanni Ilarione.
Art. 2 - (Finalità).
1. Le finalità del Parco regionale
della Lessinia sono le seguenti:
a) la protezione del suolo e del sottosuolo, della
flora, della fauna, dell’acqua;
b) la tutela, il mantenimento, il restauro e la
valorizzazione dell’ambiente naturale, storico, architettonico e
paesaggistico considerato nella sua unitarietà, e il recupero delle
parti eventualmente alterate;
c) la salvaguardia delle specifiche particolarità
antropologiche, paleontologiche, geomorfologiche, vegetazionali,
faunistiche e archeologiche delle zone;
d) la fruizione a fini scientifici, culturali e
didattici;
e) la promozione, anche mediante la predisposizione
di adeguati sostegni tecnici finanziari, delle attività di manutenzione
degli elementi naturali e storici costituenti il Parco, nonché delle
attività economiche tradizionali, turistiche e di servizio compatibili
con l’esigenza primaria della tutela dell’ambiente naturale e storico;
f) lo sviluppo sociale, culturale ed economico
delle popolazioni comprese nell’ambito del Parco e su di esso
gravitanti;
g) la promozione delle funzioni di servizio per il
tempo libero e di organizzazione dei flussi turistici;
h) la tutela e la valorizzazione del patrimonio
etnico, storico, culturale e linguistico delle popolazioni “ Cimbre ”.
Ecco il risultato della valorizzazione del patrimonio etnico (vedi sopra) delle popolazioni Cimbre. Tutto quadra.
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