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Sotto Torbe, in contrada Noval, c'è Casa
Quintarelli, una costruzione quattrocentesca in stato di
avanzato degrado. Al di là della solita indignazione,
viene spontaneo chiedersi: perché nessuno fa nulla per
restaurarla, per salvarla, per farla diventare un polo di
attrazione di questa tanto decantata "vocazione
turistica" della Valpolicella? Dove li portiamo i
turisti, a vedere quello splendido aggregato urbano della
Costeggiola?
I proprietari evidentemente non hanno i quattrini per
intervenire. Oppure, se li hanno, preferiscono investirli
in qualche cosa di maggiormente remunerativo. La
Soprintendenza è bravissima a porre i VINCOLI. Per
quanto riguarda il reperimento di fondi, "non è di
sua competenza". Il Comune, con i tempi che corrono,
evidentemente non può intervenire. La Regione, tra non
molto, non avrà nemmeno più i soldi per pagare i
dipendenti.
Questa sensazione di impotenza crea amarezza. La cultura,
il paesaggio, la bellezza del territorio rimangono
parole, usate di volta in volta per "apparire"
più belli di quanto siamo in realtà. Il recupero di
questi gioielli sarebbe un chiaro segnale di CIVILTA' e
non servirebbero nemmeno le parole. Il baratro tra la
Valpolicella che vogliamo far percepire a chi compra
Amarone e la Valpolicella "reale" si allarga
sempre più.
E la betoniera è collocata ben al riparo sotto al
portico.

lunedì 15 agosto 2011
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