Negrarizzazione, un cancro arrogante

 
 

 

da moscerini
a
tafani

Gli ambientalisti sono vissuti come fastidiosi moscerini.
Gabriele Fedrigo con il suo libro sulla Negrarizzazione ci ha fatto fare un passo avanti nel nostro lento processo evolutivo. Aspiriamo a diventare dei Tafani, dei noisi, fastidiosi, insopportabili TAFANI (con il dovuto rispetto al sommo filosofo)





Ieri sera Gabriele Fedrigo ha presentato il suo libro sulla NEGRARIZZAZIONE. Un pubblico numeroso e attento ha percepito la giusta tensione che l’argomento prometteva. Al di là del solito amministratore a caccia del microfono per autoincensarsi, ho avvertito una attenzione crescente su temi che sono ormai ineludibili. La rete tra associazioni, tra cittadini civili, tra persone che amano davvero questa Nostra Terra, si rafforza. I problemi all’ordine del giorno sono ormai ben presenti nelle coscienze. Sono sempre di meno coloro che parlano a vanvera, i disinformati, quelli disposti a “bere” alla fontana dell’Ordine Costituito.

SalValpolicella ha fornito la migliore collocazione che l’evento meritasse. Tutte le altre Associazioni presenti sul territorio della Valpolicella hanno voluto esserci, a testimoniare un “collegamento” che deve diventare sempre più stretto e pressante. Devono essere messi da parte timori reverenziali di ogni genere e nei confronti di chiunque. Ciò che non va deve essere denunciato, approfondito, comunicato, condiviso, trasformato in tam tam poderoso e ossessivo.

Agli amministratori che non danno retta a questi moscerini fastidiosi, perché occupati “nel fare”, nel decidere, nel programmare il nostro futuro, nel giocare al Monopoli che non hanno mai avuto in regalo da piccoli, dobbiamo saper dire di NO ! A tutti i parolai che si nutrono di sinergie, di monitoraggi e di masterplan, dobbiamo ricordare
che sono lì AL NOSTRO SERVIZIO.

Anche ieri sera i sindaci della Valpolicella erano occupati nella definizione di chissà quali sofisticate strategie, e quindi “impossibilitati a presenziare”. Però Dal Negro c’era. Ha ascoltato. Non ha preteso di fare precisazioni e alla fine si è fatto anche fare una dedica dall’Autore. Complimenti per lo stile di ieri sera.
Resta il fatto che rimane, ai nostri occhi, l’Osservato Speciale numero UNO.



sabato 26 giugno 2010

 
 
     
 
     
     
 

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