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Non mi è ben chiaro dove finisca lidiosincrasia e
inizi la paranoia. E singolare anche la scelta del
giorno, cioè quello successivo alla stravittoria del
Referendum promosso, sostenuto e diffuso dai Comitati. Comitati
di ambientalisti, mica dellAzione
Cattolica.
Il sindaco di Marano Simone Venturini non si lascia
sfuggire occasione per dimostrare il suo astio nei
confronti di chi cerca di difendere il territorio. Ci ha
definito CAMPANE ROTTE.
Evidentemente non riesce a digerire la sentenza del TAR
che sbarra la strada alle sue campagne di conquista, non
sopporta che un giudice gli abbia fatto notare la sua
incapacità di essere coerente, non concepisce che
qualcuno la pensi in modo diverso dal suo. Larroganza
di Venturini si è fatta conoscere anche al di fuori
della cerchia delle CAMPANE ROTTE. E una sua
peculiarità quella di considerarsi un altro Unto dal
Signore. E uno che, se non la pensi come lui, ti
toglie il saluto.
Gli scarsi messaggi che Venturini fa arrivare alla
stampa, non sono nemmeno più a firma dei tre giornalisti
che di solito scrivono di Valpolicella. Evidentemente
sono stati giudicati inadeguati nel
diffondere le sue Verità. Anche lui, se potesse,
giudicherebbe i giornali tendenziosi e le televisioni
di parte.
Il sindaco Venturini è ormai immerso nei fumi dellautocelebrazione
e non riesce nemmeno più a vedere colline sventrate,
strade ridotte a torrenti, annessi rustici che spuntano
in ogni dove, case arlecchino sparse in tutto il Comune.
Ha una sua idea di abbellimento del territorio. Peccato
che gli manchi il buon gusto. Quel totem allingresso
del Comune, quellalbero della cuccagna, quel fallo
alato che campeggia a Rugolin è una chiara testimonianza
dei danni che possono essere fatti ad un territorio per
il semplice fatto di non essere in grado di leggerlo.
Gli ambientalisti continueranno a lungo a fare le CAMPANE
ROTTE. Venturini la smetterà molto prima di fare il
sindaco.


mercoledì 15 giugno 2011
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