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Calderoli, va bene la linea, ma non
esageri con quelle mozzarelle blu. Le potrebbero costare
l'espulsione dal partito.
Cibi
adulterati, non è più reato
Sparite le pene per chi vende cibo avariato
Grazie al Ministro per la Semplificazione Normativa
Una mozzarella blu sequestrata dai carabinieri (archivio
Corriere)MILANO - Mercato ittico di Torino, quest'estate.
Il pesce fresco esposto al sole, oltre 28 gradi.
Controllo dei carabinieri dei Nas. Reato: cattivo stato
di conservazione, in base alla legge sulla Tutela degli
alimenti numero 283 del 30 aprile 1962. Pena: arresto da
tre mesi a un anno o multa fino a 46 mila euro.
Tutto questo però fino a metà dicembre 2010, poi più
niente. Perché quella legge, tante volte applicata dal
procuratore di Torino Raffaele Guariniello, è stata
cancellata. Non esiste più, grazie all'entrata in vigore
della procedura «taglia-leggi» (legge numero 246 del 28
novembre 2005). E non esistono più i reati che
contemplava. Dalle cozze «tossiche» allevate a Trieste
a quelle infettate dal virus dell'epatite o dal vibrione
del colera, dalle alici con il parassita (l'anisakis)
alle mozzarelle blu, dal maiale alla diossina ai cibi
scaduti e «rinfrescati» cambiando le etichette, dalle
cotolette alla salmonella alla carne vecchia
«ringiovanita» con i coloranti, dal vino adulterato con
additivi chimici all'olio di oliva fatto senza olive,
dalle farine alimentari con il prione (vedi Mucca pazza)
al mascarpone botulinato, dagli ortaggi con il piombo
alle salse rese più rosse da sostanze cancerogene, dalle
acque minerali ricche in cloroformio al pane o alla
mortadella agli escrementi... L'elenco è chilometrico: tutti
reati che oggi, con un colpo di bacchetta magica
legislativa, non esistono più. Per mancanza di legge.
C'era stato un tentativo nel 2007 di «depenalizzare»
tutti questi reati. Le polemiche bloccarono tutto. Oggi,
invece, legge cancellata del tutto. E con essa quelle
garanzie a tutela della salute pubblica (perché di
salute pubblica si tratta) e della qualità made in Italy
(quanti dei reati cancellati hanno in passato colpito
prodotti fatti all'estero: pummarola colorata e latte in
polvere con colla, mozzarelle blu e uova alla diossina).
Difficile ora correre ai ripari: da questo momento, e
fino all'entrata in vigore di un'eventuale nuova norma,
sarà zona franca. Ieri mattina il procuratore
Guariniello ha segnalato il problema al ministro della
Salute Ferruccio Fazio, che si è subito attivato per
correre ai ripari. La zona franca, però, ora c'è.
Niente più magistratura di mezzo (a parte i casi gravi o
mortali da codice penale), niente più sequestri
preventivi, niente più blitz dei Nas.
Ma come è potuto accadere? Semplice. Tutte le
disposizioni legislative anteriori al primo gennaio 1970
sono state cancellate dal «taglia-leggi», tranne quelle
ritenute «indispensabili alla permanenza in vigore» che
sono state elencate. La legge 283 del 1962 sulla tutela
degli alimenti nell'elenco non c'è. Dimenticanza,
distrazione, volontà? Non si sa. Quello che è evidente
è che in Italia vi sono molti reati in meno. Cancellati
per legge. Nella speranza che, gustando un tiramisù al
botulino, nessuno resti paralizzato.
Mario Pappagallo
15 gennaio 2011
martedì 18 gennaio 2011
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