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Natale è una festa saccheggiata, distorta, adattata,
offuscata da orpelli di ogni genere e tempo. I cristiani
hanno già una loro idea chiara. Per quelli che vivono di
dubbi e curiosità, ecco alcune notizie affascinanti.
Mi sono trasferito per un attimo in una delle grotte di
Molina, tornando indietro nel tempo di 5.000 anni. Ho
immaginato di essere lì immobile al tramonto, a
controllare il punto esatto dove scompare il sole. Ho
come riferimento uno spuntone di roccia e su questo cerco
di traguardare il progressivo abbassarsi del punto del
tramonto. Però da qualche giorno ... il sole è fermo,
non scende più...
Quanto dovrò aspettare perchè qualcuno mi dica che è
il 25 dicembre ?
Il 21 dicembre è una data speciale, sul calendario.
Avviene, infatti, il Solstizio di Inverno
cioè la
notte più lunga ed il giorno più breve dellanno.
Dal 22 dicembre, minuto dietro minuto, le ore di luce
aumentano, fino allapoteosi del Solstizio di
Estate, il 21 giugno; in quella data si avrà il giorno
più lungo e la notte più corta dellanno.
Nei primordi della storia i popoli vivevano di caccia,
pastorizia ed agricoltura: attività, tutte, che
costringevano a lunghissimi periodi allaria aperta.
Per ripararsi dal freddo e dalla pioggia della cattiva
stagione ci si rintanava in grotte od in capanne; con il
freddo anche il cibo scarseggiava. Linverno era
insomma sempre, per umani ed animali, un durissimo
calvario di gelo e fame.
Proprio perché simboleggiava linizio
dellagonia dellinverno, sin dai tempi più
remoti quella del 21 dicembre è stata quindi vissuta
come la notte più magica dellanno. E
considerandola magica, quasi tutte le popolazioni antiche
la trascorrevano tra grandi feste e sacrifici di
ringraziamento agli dei; si accendevano anche enormi
falò nei campi, usanza che dura ancora oggi in parecchie
nazioni, Italia compresa
Il 25 dicembre poi, in
molte parti del mondo si celebrava la nascita di un
dio... Già 3.600 anni fa veniva festeggiata in Persia la
nascita di Mitra, figlio del Sole e Sole egli stesso. In
Egitto si ricordava la nascita di Osiride e di suo figlio
Oro. In Babilonia si festeggiava il dio Tammuz, unico
figlio della dea Istar rappresentata con il bimbo in
braccio e con una aureola di dodici stelle attorno alla
testa: licona della madre con il figlio neonato
risale alla notte dei tempi ed ha sempre simboleggiato la
Madre Terra che produce i suoi frutti. In Messico si
festeggiava la nascita del dio Quetzalcoatl e nello
Yucatan quella del dio Bacab. Anche il dio azteco
Huitzilopoctli vede la luce il 25 dicembre, mentre gli
scandinavi festeggiavano la nascita del dio Freyr. In
Grecia nasce Bacco ed in Siria Adone.
Lelenco potrebbe continuare, ma fermiamoci qui,
dopo aver sottolineato che quelli citati sono tutte
divinità legate alla simbologia del Sole.
Ma perché nascite sacre il 25 e non il 21? Da una
concezione che risale a tempi lontanissimi, nei giorni
dal 22 al 24 dicembre sembra che il Sole, nel suo moto
apparente, si fermi (Solstitium significa Sole
fermo): è quindi il momento del massimo declino
dellAstro. Il 24 il Sole sembra riprendere il
cammino, ogni giorno un po più verso lalto
fino al Solstizio di Estate
Una data, quella del Solstizio di inverno, non solo
astronomica ma anche esoterica. Su questo piano si dice
infatti che nel momento in cui il Sole raggiunge il suo
minimo di influssi sulla Terra (e si intorpidiscono
quindi al massimo le forze fisiche), un Raggio Verde
parta dal più profondo dellUniverso ed attraversi
per un istante la Terra stessa. E il Raggio del
Puro Spirito, del maggior contatto del Materiale con le
Forze Superiori.
Per tornare alla Storia ed a tempi a noi più vicini,
nellantica Roma per salutare il Solstizio di
Inverno venivano celebrati i Saturnali, in onore di
Saturno, protettore dellagricoltura; i
festeggiamenti duravano dal 17 al 24 dicembre ed in tale
periodo si chiudevano le scuole ed i tribunali; ci si
scambiava visite e doni, sparivano le classi sociali. Per
tutto lanno era proibito, nella città, il gioco
dazzardo; ma poiché era strettamente legato a
Saturno, durante i Saturnali esso veniva tollerato. Era
quindi quasi dobbligo, in tale periodo, giocare
anche a soldi
immaginavate quali lontane radici si
nascondono sotto un innocente giro di tombola? Il giorno
24 si concludeva con un grande banchetto illuminato da
lumini e candele, con brindisi e scambio di auguri. Il
giorno 25 era dedicato al Sole Invicto: il Sole, cioè,
che sembra sul punto di essere inghiottito dalle tenebre
ma invece risorge e torna a brillare, a scaldare, a
riportare la Vita sulla Terra.
Con lespandersi dellImpero verso Oriente,
soldati e mercanti vennero a conoscenza del culto del dio
Mitra, che pian piano venne introdotto a Roma. Esso fece
talmente presa sulla popolazione, che nel 274 d.C.
lImperatore Aureliano lo ufficializzò. E poiché
anche Mitra, come già accennato, simboleggiava il Sole,
la sua festa fu sovrapposta a quella del Sole Invicto; il
25 dicembre, come già avveniva in Persia.
Mitra ha sorprendenti analogie con la figura del Cristo.
Nasce in una grotta e gli viene affidato dal Padre Sole
il compito di contrastare Ahriman, spirito maligno che
vuole distruggere il mondo. Mitra, quando la sua missione
salvifica é compiuta, partecipa con i suoi adepti ad un
banchetto; dopo aver consumato il pasto come atto
sacrificale, il dio sale al cielo su un Carro di Luce,
per riunirsi al Padre Sole. Separati nettamente grazie
allintervento di Mitra il Bene dal Male, la vita
sulla Terra sarebbe andata avanti sino al Grande Anno,
periodo dellApocalisse. Mitra sarebbe allora
tornato sulla terra per separare i giusti dai peccatori:
ai primi avrebbe offerto la bevanda
dellimmortalità, resuscitando anche i loro corpi
fisici; i secondi sarebbero stati distrutti dal fuoco. Il
culto di Mitra contemplava anche il battesimo.
E veniamo al nostro Natale. Al di là dei Vangeli, o
meglio del Vangelo (è solo quello di Luca che narra la
Nascita), esistono pochissime notizie storiche del
passaggio di Gesù sulla terra, in particolar modo della
sua nascita e dei suoi primi 30 anni
Luca dice che
era in atto un censimento nelle Province romane e che in
una di queste province (la Palestina) regnava Erode. Era
caldo, perché i pastori erano, con le greggi, in
montagna
Una Grande Stella brillava nel cielo
Sulla base del censimento di Erode e della Grande Stella
(interpretata dagli astronomi come una congiunzione
particolarmente luminosa di Giove con Saturno), gli
storici fanno risalire questa nascita a sette-otto anni
prima di quanto ufficialmente si dica.
Cristo, in qualsiasi giorno sia avvenuta la sua nascita,
è sceso sulla terra, si è fatto Uomo, per salvare gli
uomini dalla condanna del Peccato Originale; e anche per
portare la Luce della Verità in un mondo offuscato dalle
tenebre del paganesimo
Quale giorno più adatto
quindi, per ricordare la sua venuta sulla terra, di
quello del 25 dicembre, per tutte le motivazioni
simboliche suddette?
Questo fece infatti la Chiesa, nel 353 d.C., primo anno
in cui il culto di Mitra venne sostituito con quello di
Cristo. Proprio per le sorprendenti analogie tra le due
storie, si insinua che il Cristianesimo altro non è
stato che un cambio di nome di divinità
Ma i
Discorsi della Montagna, le parabole, lUguaglianza
tra gli uomini, la Tolleranza, il Perdono, la Carità, il
riconoscimento di una dignità alle donne in un mondo
ancora ferocemente misogino, non appartengono al culto di
Mitra
Forse non cè stata sovrapposizione di nomi quindi,
ma è più probabile che, proprio perché Mitra era
entrato profondamente nellanimo del popolo, e
perché di Gesù giovane mancavano notizie, le due figure
si siano un po fuse. Tanto era radicato Mitra tra
le genti dellImpero romano, che la Chiesa cattolica
impiegò secoli per cancellarne del tutto il
ricordo
E forse cè riuscita soltanto
tollerando che parte della storia mitraica si inglobasse
in quella di Gesù
nella forma, non certo nella
sostanza.
Questo è bene sottolinearlo; il Natale non è insomma la
semplice sovrapposizione di una festa cattolica su
credenze, miti e riti pagani (come alcuni vogliono far
credere), ma un insieme di profondi simbolismi spirituali
che, emergendo nellinconscio collettivo dalla
profondità della storia, si intrecciano nella coscienza
e si perpetuano di generazione in generazione nei
millenni; sogni e speranze, aspirazione al Trascendente
rimangono immutate nel cuore degli uomini, qualsiasi
siano i nomi con i quali, di volta in volta, vengono
chiamati
di Gabriella Leopizzi
giovedì 17 dicembre 2009
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