Adesso va bene anche un "buchetto"

 
 





Adesso va bene anche un “buchetto”

Un giorno … un giorno in Regione siederanno persone (lo speriamo in molti) che trovandosi davanti un gruppo di vecchi amici (sic), quali i sindaci della Valpolicella, chiederanno perentori:

1 – quanto Territorio consumerete con queste nuove opere?
2 – quanto altro territorio verrà consumato dall’edificazione lungo le nuove strade?
3 – quanti milioni di euro servono?

E’ facile immaginare che l’allegra e affiatata combriccola sarà messa alla porta e rimandata “a quei paesi” di provenienza.
Oggi non è ancora così. Oggi per essere ascoltati e presi in considerazione, è necessario presentare Grandi Progetti, Grandi Opere, Grandi Importi. Cioè in un momento in cui nessuno ha quattrini da spendere, si presentano Opere Faraoniche. Il comportamento folle risponde ad una logica che ormai conosciamo tutti. Il Buco delle Torricelle ne è un esempio classico. Siccome l’opera non si può fare con denaro pubblico, si affida l’esecuzione ad un privato. Il quale (per far quadrare i “conti”) incomincerà a fare le sue richieste, o meglio, a dettare le sue condizioni. Aree da adibire a parcheggi, stazioni di servizio, quattro alberghi qua e là, e avanti con le famigerate compensazioni. Risultato: quella che doveva essere una strada per alleggerire il traffico cittadino, diventa un’autostrada vera e propria. E siccome a Verona di autostrade ce ne sono poche, ne aggiungiamo un’altra per avere la garanzia che la città rimanga ai primi posti delle città più inquinate (nonostante i giochi di prestigio dell’ARPAV).

Anche gli amministratori della Valpolicella, nel loro piccolo, hanno imparato a ragionare in grande. E al grido di “risolviamo il problema della viabilità”, progettano strade, gallerie,bretelle,tangenziali, raccordi, passanti (dimenticavo: aste viabilistiche e by-pass) per un totale di 80 milioni. In realtà, la sicumera di quattro mesi fa è scemata. Il Buco Moron-Lenguìn è diventato un Buchetto, una cosuccia così da niente. Tradotto per i “non addetti” significa: non è stato ancora individuato un privato che faccia la galleria a fronte di pedaggi, compensazioni, devastazioni di territorio e via dicendo.

E’ interessante osservare il presidente della Provincia e i sindaci della Valpolicella davanti alla cartina di un Territorio già abbondantemente spolpato e devastato. Miozzi si lascia scappare addirittura un ACCORDO STORICO. Mi ricorda l’approccio dell’ex sindaco Zanotto con il buco delle
Torricelle. A forza di “pensare in grande” era arrivato ad ipotizzare una galleria che dalla Valpantena arrivasse direttamente in Valdadige !
Grandi Sognatori questi amministratori.


vedi anche:
Violenza di gruppo sulla Valpolicella
Carne sul fuoco




Viabilità, un «traforino» per Negrar
VALPOLICELLA. I Comuni della zona, insieme a quello di Verona e alla
Provincia hanno delineato un preciso protocollo degli interventi prioritari.
Sono sei i punti individuati dagli amministratori come necessari al
miglioramento della mobilità Dalla strada per le cave al by-pass di San
Pietro
14/10/2010 L'Arena


Valpolicella. Non è passato solo un mese, come aveva promesso il presidente
della Provincia Giovanni Miozzi, ne sono passati quasi quattro ma alla fine
il protocollo d'intesa fra i Palazzi scaligeri e i Comuni della Valpolicella
per migliorare la mobilità della zona, è approdato sul tavolo politico.
Ieri infatti i sindaci e i delegati di Negrar, San Pietro in Cariano,
Sant'Ambrogio, Pescantina, Fumane, Marano e Verona si sono incontrati in
Provincia per definire gli ultimi ritocchi al protocollo che sancisce una
sorta di «patto» su sei interventi necessari a migliorare la caotica
viabilità valpolicellese. «È un accordo storico», spiega Miozzi soddisfatto
dell'unità di intenti delle varie amministrazioni comunali, «che va firmato
subito, non appena si formalizzerà il passaggio nelle giunte o nei Consigli,
a seconda dei singoli regolamenti, di tutti gli enti coinvolti. In un
momento di ristrettezze economiche è importantissimo delineare un quadro
generale di intervento da sviluppare con soldi pubblici e privati in modo
armonico». E prosegue: «Prima ciascun Comune pensava al suo pezzettino di
strada cercando di portare a casa risorse per sé, ma in un momento difficile
come questo occorre ragionare insieme coinvolgendo i privati, mantenendo
però sempre il controllo pubblico».
Dello stesso parere l'assessore alla Programmazione territoriale, Samuele
Campedelli, che spiega: «Per la prima volta la Provincia assume il ruolo di
regia e coordinamento di una serie di municipalità che hanno un problema
comune. Solo con questo accordo potremo sperare di ottenere finanziamenti in
Regione per andare a coprire le parti di viabilità che i Comuni e i privati
non riescono a realizzare».
E le amministrazioni locali hanno le idee chiare su cosa è necessario fare
per sgravare le proprie strade dal traffico di attraversamento di auto e
camion, tanto che nel «libro dei sogni» i Comuni hanno segnato opere per 80
milioni di euro. Il problema però è decidere le priorità e soprattutto
capire quanto costano e dove si possono reperire i fondi.
Il protocollo ha quindi individuato sei nodi sui quali concentrare gli studi
e le energie: il primo punto riguarda l'ingresso alla città di Verona
attraverso la variante di Parona al futuro traforo delle Torricelle, il
secondo guarda all'accesso al polo ospedaliero di Negrar attraverso la
riqualificazione dell'asta viabilistica proveniente da Verona. Il terzo
prevede lo studio di una viabilità adeguata all'accesso alla Lessinia
occidentale, soprattutto alle cave, che ora passa attraverso i centri
abitati e che in futuro potrebbe invece avvenire attraverso la
riqualificazione della strada di Mazzurega (ma le ipotesi sul tavolo sono
diverse e occorrerà attendere la fase di studio per comprendere quale sarà
la soluzione migliore).
Al quarto punto si trova il cosiddetto «traforino» che, nelle intenzioni
degli amministratori, collegherà le strade provinciali 4 e 21 in località
Lenguin. Vi è poi il nodo che interessa principalmente il territorio di San
Pietro in Cariano ed è il collegamento fra le Strade provinciali 1 e la 4 a
sud dell'abitato, e tra le ipotesi si pensa di farlo passare nell'area ex
Lonardi.
Infine, il sesto punto riguarda il potenziamento della mobilità alternativa
attraverso il trasporto pubblico. E in questo senso Nereo Destri, sindaco di
Sant'Ambrogio, ha già messo sul «piatto» il nuovo parcheggio alla stazione
di Domegliara: «Noi siamo pronti a partire con i lavori», spiega il primo
cittadino, «ma anticipo che chiederò ad Atv che il servizio arrivi fino al
nuovo parcheggio per incentivare l'uso del mezzo pubblico, così come credo
sia necessario prendere accordi con le Ferrovie per far fermare più treni
passeggeri a Domegliara per sgravare il traffico di attraversamento delle
auto».

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Giorgia Cozzolino



venerdì 15 ottobre 2010

 
 
     
 
     
     
 

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