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Il Sindaco va in minoranza sul
progetto di rinnovamento degli impianti della Italcementi
di Monselice (fotocopia di quello di Fumane). 500
persone alla seduta del Consiglio, 27 Sindaci schierati
contro, le Parrocchie che prendono una posizione netta e
fanno sentire forte la loro voce.
Perché ci sono così tanti elementi CHE STRIDONO NELLA
MIA TESTA ?
Sindaco bocciato sul revamping
Il
consiglio comunale boccia il progetto del revamping
dellItalcementi.
Si spacca la maggioranza di centrodestra, il sindaco
Francesco Lunghi finisce in minoranza e lindomani
licenzia lassessore alle Attività produttive Bruno
Cama, che sul progetto si era detto scettico. Il tutto di
fronte a unassemblea di 500 cittadini, mentre
allesterno dellauditorium, le maestranze
dellItalcementi manifestavano nel timore di perdere
il posto di lavoro
Il consiglio comunale boccia il revamping Italcementi. La
maggioranza di centrodestra si spacca, il sindaco
Francesco Lunghi va sotto e la città della Rocca si
allinea al fronte dei 27 sindaci che chiedono di
ridiscutere il progetto. E lesito
dellincandescente consiglio comunale tenutosi
laltra sera allauditorium del Kennedy,
davanti a 500 persone.
Al termine di una seduta blindata da una massiccia
presenza di forze dellordine, passa la mozione del
centrosinistra, emendata dai dissidenti di centrodestra.
Il dibattito. La serata si apre con la presentazione
delle due mozioni: Pdl più Lega e centrosinistra.
Seguono gli accorati interventi di Paolo Masin, a nome
del comitato Lasciateci Respirare, e di Maurizio
Zanovello, della Rsu Italcementi. Poi prende la parola il
sindaco. Sfodera, per la prima volta, la sua
corrispondenza con lingegner Pesenti. «E
loccasione per iniziare a programmare una
dismissione in futuro» evidenzia. «Invito i consiglieri
a tener conto della situazione economica».
Ma laria di frattura insanabile nel Pdl si respira
subito con li ntervento di Lorenzo Nosarti.
«E il privato che detta il futuro di un
territorio, o sono gli amministratori a dover fare delle
scelte?» tuona. «Il sindaco non è un uomo solo al
comando - ammonisce Rino Biscaro, capogruppo Pd - deve
tener conto degli indirizzi deliberati dal consiglio».
Dal fronte opposto, parla Lucio Perin (Veneto Libero):
«Il problema è la torre? Le scelte estetiche sono un
lusso in questo momento». Francesco Miazzi (Nuova
Monselice) esordisce con un affondo a Lunghi: «Il
sindaco deve agire da amministratore di una città, non
essere lamministratore delegato aggiunto di
unazienda». Rincara Emanuele
Rosina (Lega): «Le regole valgono per i cittadini come
per le multinazionali».
55 minuti. Il vero dibattito si apre dietro le quinte,
quando il capogruppo Pdl Andrea Parolo chiede 10 minuti
di sospensione. Ne passano 55, la seduta riprende a
mezzanotte. I passaggi cruciali della serata si consumano
in rapida successione. Lega e dissidenti del Pdl ritirano
la loro mozione. Rimane sul tavolo solo quella del
centrosinistra. Il sindaco allora propone un suo
emendamento, che non comprende il blocco del progetto di
revamping. Ma limboscata è dietro langolo.
Si alza Nosarti e legge un emendamento dei dissidenti,
sempre alla mozione di centrosinistra. A quel punto
Lunghi è costretto al voto su emendamenti contrapposti.
Il voto. Lunghi va sotto 11 a 9 sulla sua proposta.
Laltra mozione passa con 10 sì: del Pdl Nosarti,
Drago, Montecchio, Gelsi, Basso, della Lega Bozza e
Rosina, del centrosinistra Miazzi, Biscaro, Bussi. Votano
contro in 9: Lunghi, Perin, del Pdl De Angeli e Lazzarin,
della lista Conte Rangon, Baratto e Conte, dellU dc
Strada e Giacomo Peraro. Si astengono, determinanti,
Parolo (Pdl) e Aldrigo (Pd).
Tensioni. La serata si conclude in un clima infuocato.
Scattano gli applausi e il grido «Dimissioni», ma
esplode anche la rabbia dei lavoratori e volano minacce
allindirizzo dei consiglieri che hanno votato la
delibera. E a quel punto che si rende necessario
lintervento delle forze dellordine. Una
trentina gli uomini schierati tra vigili e carabinieri,
con i rinforzi del battaglione di Mestre. In tenuta
antisommossa, i carabinieri formano un cordone davanti al
palco: i consiglieri escono incolumi.
di Francesca Segato
MONSELICE
Le
parrocchie contro il revamping
"Manca un progetto condiviso"
Il mondo cattolico prende posizione sul progetto di
ristrutturazione del cementificio Italcementi con un
documento che sta circolando nelle parrocchie della Bassa
padovana. Il Carmine: "E limitante e
pericoloso seguire i piani di un unico soggetto. E' il
tempo di scelte radicali, che liberino nuove energie e
consentano di ridare vita a un territorio già fortemente
sfruttato"
di Francesca Segato
MONSELICE. Non ci sono solo i 27 sindaci. A scandire la
seria preoccupazione sul progetto di ristrutturazione del
cementificio Italcementi, scende in campo il mondo
cattolico, con un documento che sta circolando nelle
parrocchie della Bassa padovana. La prima a mettere nero
su bianco questa preoccupazione è stata la parrocchia
del Carmine, con una nota già protocollata in Comune.
La nota è indirizzata alla presidente della Provincia,
alla presidente del Parco, al sindaco, alla Giunta, a
tutti i consiglieri comunali, e al presidente della
Regione. E firmata dal parroco e dal Consiglio
Pastorale. E condivisa dallUfficio Diocesano per la
Pastorale Sociale e del Lavoro.
Il documento. Intitolato 'Lo sviluppo del territorio e i
valori cristiani', è di due pagine e non lascia dubbi su
quale sia il comune sentire nella parrocchia del Carmine.
Quella che si trova a 300 metri dallo stabilimento
Italcementi. Due pagine che esprimono "viva
preoccupazione" per le scelte in atto. Definiscono "limitante
e pericoloso" assecondare un progetto di un singolo
operatore, senza una vera progettualità.
Reclamano a gran voce una diversa visione di
sviluppo, e chiedono alla politica di riappropriarsi del
suo ruolo: servire il bene comune, governando le
scelte economiche.
I valori. Per il Consiglio Pastorale del Carmine, i
progetti in itinere definiscono "ulteriori, invasive
ipotesi evolutive per un vasto territorio
intercomunale". Di qui la necessità di richiamare i
valori cristiani di riferimento per lo sviluppo
territoriale nella salvaguardia del bene comune. La cui
"grammatica" è indicata da Giovanni Paolo II
nella Centesimus Annus, con il nome di "ecologia
umana". "Riteniamo fortemente limitante e
potenzialmente pericoloso assecondare tout court le
richieste unilaterali di singoli operatori economici,
senza avere preventivamente delineato, a livello
politico, una progettualità a lungo termine, condivisa,
vincolante, e ancorata ai valori sopra richiamati"
scrive il Consiglio Pastorale. "Questa
situazione deve essere colta come una grande occasione
per ripensare una crescita economica, civile e sociale,
in grado di promuovere, attraverso lelaborazione di
un nuovo piano di sviluppo dellarea, maggiore
occupazione, mediante la valorizzazione di settori
tecnologici, paesaggistici ed ambientali che esaltino le
peculiarità di questo territorio. La politica, nella sua
più virtuosa espressione di servizio al bene comune,
deve riappropriarsi del ruolo di governo delle scelte
economiche".
Lappello. "E questo il tempo di scelte
radicali, che liberino nuove energie e consentano di
ridare vita ad un territorio già fortemente sfruttato.
Non possiamo assumerci la responsabilità di far pagare
questa nostra inerzia alle generazioni future. Pertanto
chiediamo con forza alla Politica tutta, che si mettano
in campo senza indugio, con viva coscienza e profonda
onestà, tutte le risorse tecniche, scientifiche,
politiche, amministrative, ampiamente disponibili nel
nostro territorio, per addivenire ad un tavolo di
confronto aperto, che con franchezza, trasparenza,
verità e mitezza delinei uno scenario di futura
evoluzione rispettoso della persona, della sua salute,
della mbiente, adoperandosi per definire
alternativi e concreti percorsi di sviluppo
occupazionale. Con viva preoccupazione per le
scelte in atto - conclude il Consiglio Pastorale -
seguiamo attentamente levolversi dei fatti".
La lettera verrà pubblicata integralmente domenica sulla
Difesa del Popolo, accompagnata da una riflessione del
direttore Guglielmo Frezza. E già stata trasmessa
alle parrocchie dei vicariati di Monselice, Este,
Conselve e Montagnana.
(21 maggio 2010)
lunedì 24 maggio 2010
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