Le "polveri sottili" dell'informazione

 
 






Eccomi qua. Sono la prima vittima delle “nanoparticelle dell’informazione”. Ho scoperto che anche i giornali, le televisioni e internet emettono fumi pericolosi, incontrollati e a stento identificabili. Questi fumi escono dai media, vagano nell’aria in cerca di qualcuno che li certifichi (si fa per dire), poi ti entrano in casa e tendono a provocare “dipendenza”.
Come fanno a provocarla? La tecnica è supercollaudata: ridicolizzando quelli che la pensano in altro modo.

Gran Maestro di quest’arte è Beppe Grillo. Il comico, incerto se continuare sulla strada del far ridere o intraprendere quella del Profeta, ha una disputa aperta con Umberto Veronesi. Lo deride, lo sfida, lo cita in continuazione in toni denigratori, in quelle sue platee che sono le stesse in cui la Pausini batte Leonardo.
L’argomento della querelle sono ancora gli inceneritori. Grillo blatera che ha la prova provata (dalla sua creatura Stefano Montanari) che le nanopolveri provocano il cancro, Veronesi continua ad affermare che un inceneritore come quello di Brescia inquina quanto 30 autovetture.

Un non esperto, come io sono, che cosa fa ? Mette sul piatto della bilancia l’autorevolezza di un oncologo di fama mondiale con quella di un comico di Genova. L’uno ha a disposizione migliaia di casi di tumore curati nel suo ospedale, miglaia di medici e ricercatori che lavorano per lui, una miriade di contatti a livello mondiale a cui attingere le ultime novità in materia di inceneritori. L’altro (che rimane, nonostante tutto, solo un comico) va a tirar fuori dalla spazzatura, che una società inglese che produce inceneritori è una finanziatrice dell’Istituto di Veronesi.

Augurando a Beppe Grillo di campare fino a 150 anni (quindi 30 anni più di Berlusconi) e di non avere mai il più piccolo malanno, gli suggerisco di fare un salto a Milano in Via Ripamonti 435 per rendersi meglio conto di che cosa ha saputo fare Umberto Veronesi. Magari così capirebbe meglio perché tra le centinaia di aziende che finanziano la ricerca sul cancro, ce ne possa anche essere una che costruisce inceneritori.

Ricordo, ai disattenti, che Beppe Grillo va sostenendo da anni che la Fiat ha nei cassetti i progetti per l’auto del futuro, quella rivoluzionaria, quella che può ignorare petrolio e derivati. Però la tiene lì perché le grandi compagnie petrolifere non le permettono di metterla sul mercato. Provate a pensare quanto grande è oggi una baggianata del genere. Come dire, la Fiat ha la macchina che va a idrogeno ricavandolo dall’acqua, ma la tiene lì … per far fare le battute a Beppe Grillo.

Grillo può tirarsi sul piatto della bilancia tutti gli Stefano Montanari, le Antonietta Gatti, le Patrizia Gentilini (rigorosamente di Modena), i Paul Connett che vuole. Può continuare a deridere Veronesi, può propagare all’infinito le notizie assillanti del suo blog e degli schiavetti affiliati.
Nessuno mi toglie dalla mente che rimane un comico, attento soprattutto al suo personale Modello Unico.

Sandro Campagnola

Continuo a nutrirmi di dubbi. Il medico mi ha detto che non innalzano la pressione, non abbassano le piastrine e anche la creatinina non ne risente più di tanto.


Esempio della "cacca" che si trova in Internet sull'argomento. Rigorosamente ANONIMI gli autori, naturalmente. Rigorosamente NON ANONIMI gli ispiratori.


Lo pseudo - imprenditore Umberto Veronesi e gli inceneritori
Chi mi conosce sa che da tempo inveisco contro quel gran bastardo di uno pseudo-imprenditore/politicodaquattrosoldi travestito da luminare dell'oncologia, Umberto Veronesi, il quale mi aveva fatto raggiungere il picco dell'isteria quando lo vidi ospite da quello zerbino di Fazio a "Che Tempo Fa" (è più che altro tempo che la pianti di leccare culi e soprattutto di fare il finto compagno). In quell'occasione Veronesi disse fondamentalmente che l'inquinamento non influisce sulla salute dell'essere umano e che ciò che conta è un''alimentazione sana di fronte ad un Fazio che non ebbe, come al solito, i coglioni di fare ciò che qualunque essere umano con un minimo di dignità, di coerenza e di professionalità avrebbe fatto, cioé rispondergli semplicemente che so: "Una carota come può essere sana se cresce in un ambiente marcio?". Oppure: "Ma scusi, non sono soprattutto la diossina e le nano-particelle che come è risaputo creano trasformazioni cellulari di natura cancerogena, visto che non possono essere espulse dall'organismo?" Invece no, Fazio, come al solito, ha abbassato la testa e il corpo in una delle sue posizione preferite: a 90 gradi.
Il post che vi invio è di Beppe Grillo e la cosa più interessante è, oltre al video in cui Veronesi continua a vomitare falsità oscene del tipo gli inceneritori trasformano l'immondizia in violette e roselline di fronte ad un ennesimo Fazio impaurito e leccapiedi, sono anche i link che documentano il fatto che la Fondazione Veronesi ha come partner:
- ACEA - multiutility con inceneritori
- ENEL - centrali a carbone ed olii pesanti e nucleare
- VEOLIA Environment - costruzione inceneritori.

ORA SPIEGATEMI: COME PUO' QUESTO CONFLITTO DI INTERESSI RENDERE CREDIBILE UNA SOLA PAROLA DI VERONESI RIGUARDO AGLI INCENERITORI? COME POTREBBE DIRE QUALCOSA DI NEGATIVO SU CHI GLI DA' UN MUCCHIO DI SOLDI?

Leggetelo e soprattutto aiutatemi a diffondere questo post. E soprattutto smettiamo di aiutare queste false fondazioni che con la ricerca contro il cancro non hanno nulla a che vedere. La ricerca non esiste quasi più. Quasi tutti i ricercatori lavorano per conto di aziende farmaceutiche, di conseguenza il conflitto di interessi che ne segue è ovviamente in contraddizione con la ricerca, che per definizione deve essere libera ed indipendente. I ricercatori veri credo si contino in una mano sola in Italia e soprattutto si sono rifiutati di diventare gli scagnozzi di qualche multinazionale di turno, farmaceutica e non, per poter fare ricerca vera a favore dell'umanità come il loro ruolo richiede. E guarda caso questi stessi ricercatori sono contro gli inceneritori in quanto producono diossina e nano-particelle, che sono la causa principale dei tumori perché così piccole che il nostro corpo non riesce ad espellerle. Questi ricercatori vanno cercati ed aiutati, (così come la vera informazione) anche perché non hanno mezzi per poter acquistare gli strumenti che sono davvero molto cari, non avendo finanziamenti di alcun tipo ma solo un bel mucchio di bastoni tra le ruote da parte dei vari poteri.


domenica 7 febbraio 2010

 
 
     
 
     
     
 

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