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Concorso a premi.
Tre pacche al primo, due al secondo, una al terzo.
Ovviamente parliamo di pacche sulle spalle come premio a
tutti coloro che forniranno idee sulla questione (che
rischia di diventare più che annosa, dannata):
COME
COINVOLGERE LINTERO MONDO DEL VINO
NELLA DIFESA DEL TERRITORIO ?
Parliamo di Territorio della Valpolicella,
non del (marchio) Valpolicella.
Presi uno a uno sono tutti daccordo. Tutti vivono
di uva e di vino, di prezzi che devono mantenersi
sostenuti, di qualità che per tutti deve essere quanto
meno eccellente, di territorio che tanto più
risulta indispensabile quanto più i vini sono pregiati e
preziosi.
Cè però un distinguo storico da non
sottovalutare. Un conto sono gli Agricoltori, un conto
sono i Cantinieri. Gli uni parlano degli altri in toni
spesso accesi. I primi rinfacciano ai secondi che sono
loro a fare montagne di quattrini, i secondi contestano
ai primi che la qualità delluva e degli impianti
non sempre sono allaltezza. Cè anche una
terza categoria in costante lievitazione: i proprietari
di vigne che tentano di diventare vinificatori proprio
per non perdere quel margine (è così in qualsiasi
settore produttivo) che solo chi vende è capace di
realizzare. Ci sono infine, e non vanno dimenticate, le
Cantine Sociali che hanno un loro peso e una loro
specifica configurazione.
Se è corretta questa analisi, potremmo dire che il Mondo
del Vino può essere raggruppato in quattro categorie:
a) -
i Produttori di uva
b) - i Produttori di vino
c) - i Produttori di uva e vino
d) - le Cantine Sociali
A voler essere pignoli, ci sarebbero anche i Cantinieri
che sono diventati tra i più grossi proprietari di
vigneti. Però, per quanto voglio qui esaminare, mi
sembra una distinzione inutile visto che mantengono
prevalente la propensione al commercio.
La categoria a) la si dovrebbe identificare attraverso la
Coldiretti.
La categoria b) dovrebbe coincidere con gli
Imbottigliatori del Consorzio, tolti quelli della zona
allargata e aggiunti i grossi marchi che non
sono iscritti allo stesso. Siccome sono i più noti, non
ci dovrebbero essere problemi ad identificarli.
La categoria c) è quella (per me) di più difficile
identificazione. In Francia sarebbero dentro alla lista
dei Vignerons, ma qua mi pare non ci sia ancora qualche
cosa del genere (sarei felice di essere smentito).
Per la categoria d) non esiste problema alcuno vista la
facilità di identificazione dei soggetti.
Se qualcuno è in grado di correggermi, lo faccia
liberamente perché, ripeto, lintento è
quello di identificare nel modo più completo possibile
il Mondo del Vino nel suo insieme.
La difficoltà fin qui riscontrata di parlare a tutti
quanti può di sicuro essere dipesa dagli interessi
spesso contrastanti tra le varie categorie. Se dovesse
risultare un metodo più corretto quello di contattare
singolarmente le quattro categorie
CHIEDO
che qualcuno mi dia una mano a compilarne
gli elenchi in modo che si possano spedire degli inviti
personalizzati.
Questo dellindividuazione è il primo passo in una
logica più ampia di coinvolgimento di coloro che dalla
difesa del Territorio ne traggono di sicuro i maggiori
benefici. Se, come abbiamo già scritto, la strada è
quella di una coltivazione biologica, di una prospettiva
di ulteriore innalzamento della qualità delle uve e dei
vini, di una produzione che tenga conto della qualità
dellaria, dellacqua, del paesaggio, del
rispetto di tutti coloro che non vivono di uva e di vino,
può essere che la Valpolicella inizi una nuova vita.
la Fondazione del Chianti Classico ci chiede un incontro
per illustrare la sua esperienza ormai ventennale.
Proviamo ad ascoltare una volta. E una delle mille
occasioni che possono nascere per arrivare, in qualsiasi
modo, ad un vivere migliore in questa Nostra
Terra.
sabato 4 settembre 2010
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