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Avvolti dai fumi della "TV
dell'obbligo" (Aldo Grasso) e dalle formule della
pietra filosofale del Politecnico di Milano, accogliamo
con sollievo lo scritto di un Medico che dice pane al
pane e cancro al cancro. Giovanni Beghini ha inviato
questo documento ai suoi colleghi della Valpolicella. Per
informare, non per terrorizzare.
Cari Colleghi,
mi permetto di distogliere la vostra attenzione per un
momento dalle abituali attività lavorative e rituali
letture quotidiane, per focalizzare la vostra
concentrazione su un problema di salute collettivo, che
non ci deve trovare impreparati - almeno nella conoscenza
delle sue dimensioni e dei suoi dati perché, di
fatto, già ci dobbiamo confrontare con esso nella nostra
pratica quotidiana e sempre più lo troveremo nel nostro
lavoro negli ospedali o sul territorio.
Come probabilmente saprete il percorso istituzionale per
l'approvazione dell'ampliamento del Cementificio di
Fumane è giunto (quasi) al termine e questo significa
che è stato concesso il permesso a questa Azienda di
portare la quota di immondizia (rifiuti) da bruciare
dalle precedenti 12.000 (?) tonnellate annue alle attuali
120.000. Non si può pensare che tutto ciò sia
irrilevante per la salute pubblica, dal momento che, come
è ben noto, nulla si crea e nulla si distrugge ed ogni
processo di combustione trasforma anche materiali in
partenza inerti in elementi tossici e pericolosi. Non per
nulla gli impianti di incenerimento rientrano fra le
industrie insalubri di classe 1° in base
allarticolo 216 del Testo Unico delle leggi
sanitarie (Gazzetta Ufficiale n. 220 del 20. 09. 1994).
Di seguito riporto alcune delle sostanze emesse da questi
impianti e , fra parentesi, gli organi su cui manifestano
cancerogenicità:
Arsenico (pelle, polmoni, reni, vescica,
fegato, colon) ;
Berillio (polmone);
Cadmio (polmone, prostata);
Cromo (polmone);
Nikel (polmone);
Mercurio (polmone,pancreas, colon,
prostata, encefalo, rene);
Piombo (polmone vescica, rene,
gastroenterico);
Benzene (leucemia);
Idrocarburi policiclici (fegato,
polmone, leucemia);
Cloroformio (linfoma, vescica, rene,
encefalo);
Clorofenoli (sarcomi tessuti molli,
linfomi Hodgkin e non Hodgkin);
Tricloroetilene (fegato, linfomi non
Hodgkin);
TDCC (linfomi, sarcomi non Hodgkin).
Vorrei ricordare che nel caso di Fumane non si tratta di
inceneritore, ma addirittura di un co-inceneritore che si
differenzia per due motivi dai normali impianti di
incenerimento. Il primo è che i limiti di emissione ed i
controlli imposti per legge agli inceneritori qui non
sono validi e sono purtroppo più permissivi. Il secondo
motivo è che si potranno smaltire o
cuocere ben 80.000 ton/anno di ceneri
pesanti, che sono quello che resta negli inceneritori
normali dopo che si sono bruciati i rifiuti; queste
ceneri sono sature di inquinanti pericolosi e metalli
pesanti resi biodisponibili dal processo di combustione
e, con questo utilizzo, finiscono in parte direttamente
nel cemento con cui si costruisce ( e quindi nelle nostre
case/scuole ecc.) ed in parte nei fumi, nellaria, e
quindi nel terreno e nelle falde acquifere, andando a
contaminare - insieme a tutte le altre emissioni -
laria che respiriamo od il cibo di cui ci nutriamo.

Il problema della relazione fra qualità dellaria -
ovvero presenza di particelle di diversa grandezza ( PM=
Particulat Matter) - e salute umana è suffragato ormai
da una letteratura scientifica imponente e non può più
essere ignorato.
Ora vi annoierò un po' con questa pedante ma , penso ,
utile classificazione : le particelle dell'atmosfera si
dividono secondo la loro dimensione :
1) PM10 di dimensioni fino a 10 micron,
particolato grossolano - inalabili ;
2) PM 2,5 fino a 2,5 micron, particolato
fine- respirabili,
3) PM 0,1 particelle ultrafini inferiori
0.1 micron.
E ormai assodato che gli effetti sanitari delle
particelle sono inversamente proporzionali alle loro
dimensioni e tanto più esse sono fini, tanto
più sono pericolose. La letteratura è ormai
concorde nel riconoscere, ad esempio, che per esposizione
a lungo termine a PM 2.5, si abbia - per ogni incremento
di 10 µg/m3 di PM 2.5 - un incremento del:
+ 6% del rischio di morte per ogni
causa,
+12% per le malattie cardiovascolari
+14% per cancro del polmone.
Nelle donne in età post-menopausale,
escludendo quelle con precedenti patologie cardio e
cerebrovascolari e le fumatrici, lincremento di
rischio si dimostra ben più elevato: per ogni incremento
di 10 µg/m3 di PM 2.5 si ha un aumento della
mortalità per infarto del 76% e per ictus
dell 83%.
La letteratura più recente segnala inoltre che per le
particelle ultrafini il danno sarebbe ancora più
imponente. Il meccanismo patogenetico non sarebbe
più basato sul peso del particolato inalato, ma sul
numero, meglio, sulla superficie disponibile a reagire
nellepitelio dei bronchioli terminali e degli
alveoli: si può stimare che meno di un alveolo
polmonare su mille entrerà in contatto con una
particella PM10 al giorno, mentre un alveolo
entrerà in contatto con centinaia di particelle PM 0.1 che
hanno una elevata capacità di penetrazione nelle più
profonde vie respiratorie.
Grazie alle dimensioni, pari a quelle di un virus, queste
particelle infatti possono attraversare la parete
alveolare e, trasportate dal torrente circolatorio, penetrare
allinterno delle cellule inducendo uno stato di
infiammazione generalizzata, nonché interferire
con le più delicate funzioni, sia di programmazione che
di trascrizione del genoma. E stato inoltre
dimostrato come, attraverso le via olfattiva, le
particelle ultrafini possono arrivare ai lobi frontali ed
indurre alterazioni istopatologiche correlabili all
Alzheimer. La capacità degli attuali sistemi di
combustione di lavorare a temperature elevate incrementa
ovviamente la quota di particelle di dimensioni fini ed
ultrafini che non possono essere completamente trattenute
dai sistemi di abbattimento dei fumi, dal momento che
anche i più efficienti filtri secondo le BAT (Best
Available Technology) sono al più in grado di
trattenere particelle al di sopra di 0.8 micron (
BAT) .
Quindi, paradossalmente le maggiori temperature di
combustioni, utili a ridurre la formazione di diossine,
di fatto aumentano la produzione di questa frazione di
particolato particolarmente pericolosa. E comunque
abbiamo già visto che i limiti emissivi validi per gli
inceneritori non valgono per i cementifici quale quello
presente a Fumane.

Vi ricordo anche che il "notiziario FIMMG" del
maggio 2006 dice testualmente : "L'incenerimento dei
rifiuti , fra tutte le tecniche di smaltimento ,è quella
più dannosa per l'ambiente e la salute umana",
" producono ceneri nocive (un terzo del peso dei
rifiuti in entrata che si devono smaltire in discariche
speciali e costose) ed immettono nell'atmosfera milioni
di metri cubi di fumi inquinanti ,contenenti polveri
grossolane e fini costituite da nanoparticelle
di metalli pesanti , idrocarburi policiclici,
policlorobifenili, benzene, diossine, estremamente
pericolose perché persistenti ed accumulabili negli
organismi viventi" L'articolo, che vi invito a
consultare, conclude con un taglio socio-politico
completamente ignorato dalle istituzioni
:"L'incenerimento dei rifiuti è anche il sistema
più costoso, ogni italiano nella bolletta dell' ENEL
paga il 7% dell'importo per la costruzione di
inceneritori che ricevono poi ancora altri sussidi da
parte dello Stato. L'Italia è l'unico paese
europeo che finanzia l'incenerimento, tutti gli altri
stati impongono invece delle tasse per
disincentivarlo".
Anche la Federazione degli Ordine dei Medici, al tempo
dell'"emergenza rifiuti " di Napoli ha preso
una posizione nettamente a favore di altri tipi di
smaltimento, anche se con molta diplomazia e il Consiglio
degli Ordini dei Medici Francese ha chiesto una moratoria
in tal senso.
Voglio citare ora due articoli di taglio
epidemiologico-statistico. Il primo è uno studio
condotto in Francia da La Veille
Sanitarie unIstituzione pubblica analoga al
nostro ISS - che ha preso in considerazione 135.567
casi di cancro insorti nel periodo 1990-1999
nelle popolazioni residenti nellarea di ricaduta
degli inquinanti emessi da 16 inceneritori di rifiuti
urbani attivi tra il 1972 ed il 1990.
Lo studio, del tipo geografico-ecologico, ha considerato
lesposizione a diossine scelte come
indicatore dellinquinamento complessivo prodotto
dagli inceneritori. Lesposizione è stata suddivisa
in diversi percentili, ed i risultati sono stati espressi
sotto forma di rischi relativi confrontando il rischio di
incidenza nelle aree fortemente esposte (90° percentile)
con quello delle aree a minore esposizione (2,5°
percentile). Le patologie tumorali prese in
considerazione sono state quelle per le quali precedenti
studi avevano dimostrato o evidenziato associazione
positiva con lesposizione ad emissioni da
inceneritore.
I risultati, aggiornati al marzo 2008, presentano per la
quasi totalità delle patologie tumorali considerate
RR>1. Gli incrementi di rischio risultati
statisticamente significativi riguardano:
- tutti i cancri nelle donne + 6%,
- linfomi non Hodgkin + 12% in entrambi
i sessi , + 18% nelle femmine,
- mieloma multiplo + 23% nei maschi
- mammella + 9% nelle femmine
Inoltre, molto prossimi alla soglia di significatività
statistica sono risultati gli incrementi per
- sarcomi + 22%
- cancro al fegato + 16%
- mielomi multipli + 16% in entrambi i
sessi
Il secondo articolo e' stato pubblicato negli USA
nel 1995 e mette a confronto le aspettative di vita di
due popolazioni, la prima vivente in prossimità di
inceneritori e la seconda no. Risulta che l' aspettativa
di vita di ogni persona della prima popolazione è
inferiore di 9 mesi rispetto alla seconda, cioè la
sola presenza di un inceneritore è devastante per la
salute.
Siamo di fronte ad un problema che può essere la
ripetizione, in dimensioni molto più grandi, del caso
dell'asbesto : come ben sapete esso fu
sospettato di essere pericoloso già alla fine dell'800 ,
dagli anni '60 in poi ci furono su di esso grandi
dibattiti e grandi silenzi finché ne fu bandito l'uso
solo nel 1992 .Nel frattempo fu una vera strage , non
ancora terminata , infatti ci si aspetta che il
picco del danno sia intorno al 2015. Saremmo
degli stolti incoscienti se ripetessimo lo stesso errore,
indegni del nostro lavoro.
Mi interessa solo l'aspetto strettamente sanitario della
questione , non quello estetico , nè quello agricolo ,
né quello economico o politico , già oggetto di un
grosso dibattito tra varie personalità locali ed anche
internazionali. La salvaguardia dell'ambiente è un
aspetto fra i più importanti della salvaguardia della
salute e se ogni persona è tenuta a preservarla , un
medico lo deve fare due volte.
Mi scuso per aver abusato fin qui della vostra pazienza e
vi ringrazio per avermi concesso la Vostra attenzione.
Auspico che da questo messaggio possa nascere un
dibattito in ognuno di noi e fra di noi, e proporrei che
largomento sia trattato anche in forma ufficiale
dalle nostre istituzioni.
Se ci fosse una presa di posizione da parte di chi di noi
è sensibile alla questione anche con una firma di
adesione a questo o a successivi appelli credo che
sarebbe di impatto non trascurabile.
Se avete proposte, argomenti da chiarire,
questioni oscure o volete manifestare il vostro appoggio
o disaccordo, o dare un seguito a questa iniziativa,
sono a disposizione e fatemelo sapere ,
vista limportanza del problema e la contiguità di
esso con il nostro lavoro.
Dott. Beghini Giovanni
San Floriano Verona
giovannibeghini@gmail.com
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