Inceneritori e assimilati

 
 




Bassa Sassonia, Bassa Padana, Bassa Veronese. E' assolutamente indifferente il dove succede. Molto rilevante è che succeda. Che ci sia qualche sciocco politico che, incapace di concepire un milionesimo di milionesimo di grammo, si permette di tranquillizzarci dicendo che sono quantità piccolissime, questo ci terrorizza. Sono i "doppi filtri" di Fazio che ci terrorizzano. Sono i prelievi a campione che ci fanno impazzire. E' la sicumera sui prodotti italiani e sulla tracciabilità che ci fanno uscire dai gangheri. Quanti sono, secondo voi, i prodotti che arrivano da chissà dove e che vengono marchiati con la sigla IT ? Sono tutti coloro che ci vogliono tranquillizzare i veri colpevoli del degrado della nostra salute. Nessuno di questi lo trovi schierato quando si tratta di dire NO ad un inceneritore. No, te li ritrovi poi regolarmente "schierati" a spiegarti che non c'è da preoccuparsi, che le quantità sono così piccole...
(alle neo-mamme un bel IN CULO ALLA BALENA è l'augurio più elegante che so pronunciare. A quelle non abbastanza edotte, suggerisco anche la risposta: SPERIAMO CHE NON CAGHI)



"Con il recente scandalo di polli e uova tedesche alla diossina ritorna il problema della sicurezza alimentare (... le mozzarelle campane, le pecore pugliesi, i suini irlandesi) che però rischia di passare come una notizia fra le tante. Col termine diossina si intende la TCDD, nota come “diossina di Seveso” dopo l'incidente del 1976, pericolosa a dosi infinitesimali (miliardesimi di milligrammo), è stata definita la sostanza più pericolosa conosciuta; affini a questa molecola ve ne sono centinaia per cui si parla genericamente di "diossine". Sono molecole persistenti nell’ambiente, la cui assunzione avviene per il 90% per via alimentare: pesce, latte, carne, uova e formaggi. Le diossine sono trasmesse dalla madre al feto durante la gestazione e l'allattamento. Dagli studi risulta che in Italia un lattante di 5 kg assume diossine da alcune decine fino a centinaia di volte superiori al limite massimo dell'UE.

Le diossine rientrano nel gruppo degli interferenti endocrini. L’esposizione a diossine è correlata allo sviluppo di tumori (*). Trattandosi di sostanze così pericolose nel 2004 è stata stilata a Stoccolma una convenzione da 120 Paesi, fra cui l’Italia, per vietare la produzione intenzionale ed imporre la riduzione di quella non voluta. Peccato che il nostro Paese sia stato l'unico a non averla ratificata!

Le diossine si formano in particolari condizioni di temperatura in presenza di cloro. Ogni processo di combustione, in particolare di plastiche, porta alla loro formazione, e sono presenti nei fumi e nelle ceneri degli inceneritori. Le uova alla diossina vengono fatte risalire alla somministrazione di mangimi contaminati da oli industriali ed altri inquinanti agli animali, ma questo oscura il fatto che nel 2005, nella stessa regione ( Bassa Sassonia), si era evidenziata una contaminazione oltre i limiti consentiti di ben il 28% di polli allevati all'aperto - quindi polli "ruspanti", che consideriamo sicuri perchè allevati in modo "naturale".

La Bassa Sassonia è caratterizzata da acciaierie ed inceneritori. Parlare di mangimi e non delle ricadute delle diossine non mette a fuoco le conseguenze di uno "sviluppo" industriale dissennato. Aver distrutto la civiltà contadina, avvelenato il territorio con pesticidi e permesso impianti assurdi ed inquinanti come gli inceneritori arreca incalcolabili danni all’ambiente e alla salute e mina la possibilità stessa di sopravvivenza delle generazioni future.

I dati relativi all'agricoltura europea mostrano come l'Italia è destinata al fallimento anche dal punto di vista agricolo che dovrebbe rappresentare l'eccellenza nel nostro Paese. L'andamento dei redditi agrari del 2010 sul 2009 è: EU +12.3, Danimarca +54.8, Olanda +32, Francia +31, Germania +23, Spagna +7, Italia -3.3 (con calo della superficie agricola di 19.200 kmq negli ultimi 10 anni).
Dobbiamo riconoscere il fallimento del modello di sviluppo attuale che non si cura delle conseguenze delle proprie scelte ed è arrivato a contaminare le basi dell'alimentazione inquinando anche l'alimento più prezioso al mondo: il latte materno!"

Patrizia Gentilini, oncologa -
Presidente Associazione Medici per l'Ambiente ISDE Forlì


sabato 15 gennaio 2011

 
 
     
 
     
     
 

Vuoi dirmi qualcosa ?