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Anche Babbo Natale è sottoposto a
pesanti operazioni di "marchètting". Lo avete
visto appeso alle finestre, arrampicato sui balconi, sui
muri delle case, attaccato ad una corda come un ladro.
Sta portando doni o se ne sta scappando con quel poco che
è riuscito a racimolare in case dove non c'è più
nemmeno la voglia di far festa ?
Il Natale è fuggito
di ILVO DIAMANTI
Ormai è Natale. Mancano un paio di settimane appena.
Un'occasione per vedere come cambiano le cose intorno a
noi. In fondo, a questo servono gli anniversari. A
ricordare e a ricordarsi. Nel caso del Natale: a
verificare quanto e cosa significhi per noi. Così ho
ripreso la mia esplorazione, guidato da Mambo, il mio
schnauzer. Che mi trascina sempre più lontano da casa
mia. Un po' per suo piacere. Un po' perché, un mese dopo
l'altro, le zone e le strade non edificate si allontanano
sempre più. Nell'ultimo anno: sono sorti almeno un paio
di condomini, ciascuno con 10-15 appartamenti. Anche se
non capisco quanti di essi effettivamente siano abitati.
Il mio giro con Mambo, peraltro, è un'occasione utile e
piacevole anche per me. Ne approfitto per leggere,
telefonare. Senza troppa concentrazione: tanto mi guida
il cane. Io con Mambo, Berselli con Liù: abbiamo parlato
spesso, nel corso di questi anni.
Il giro si conclude, puntualmente, intorno a una rotonda.
Nel corso degli anni si è evoluta in modo sorprendente.
All'inizio non si capiva a che servisse. Così sperduta
in mezzo alla campagna. Ora invece è alla confluenza di
un incrocio. Da un lato, una nuova strada - chiusa da una
sbarra - ha occupato quella che prima era campagna aperta
(due cani fa, negli anni Ottanta, ci venivo spesso con
Snoopy, un meticcio: la testa di un setter sul corpo di
un cocker. Lo lasciavo libero di correre, tanto non c'era
nulla).
Ora è costeggiata da una lunga serie di nuovi condomini
colorati. Non ancora abitati. (Forse; ma non è detto).
All'altro lato della rotonda: una strada non ancora
asfaltata. Immagino lo sarà presto. E anche lì, nuove
case, nuovi condomini. O forse una zona artigianale,
chissà. Case e capannoni, d'altronde, crescono a
prescindere dalla domanda, com'è noto. Sono bolle.
Volano alte e qualche volta scoppiano.
Poco lontano da qui, dove un tempo c'era l'aeroporto Dal
Molin, si continua a scavare e a costruire. Intorno
sorgeranno altri edifici e tante, tante rotonde.
Rispetto allo scorso anno, gli alberi di Natale mi
sembrano ulteriormente rarefatti. Può darsi che sorgano
all'improvviso, nelle due prossime settimane. Ma per ora
non ne vedo nessuno. Dietro alle finestre non si
intuiscono neppure i presepi. Un tempo, ma tanto tempo
fa, a casa mia lo si preparava a inizio dicembre. E io ho
proseguito la tradizione con i miei figli. Quand'erano
piccoli ci aggiungevano i personaggi del loro tempo. Ufo
robot, le tartarughe Ninja. Oggi lo facciamo io e mia
moglie. Riprendiamo la scatola degli anni passati, giù
in garage. Con i pezzi tradizionali. Pastori, pecore,
contadini. Ma in giro ce ne sono pochi, ormai. Se non in
formato bonsai: capanna, madonna, Giuseppe, bue e
asinello. E il bambin Gesù già nato, senza attendere la
notte di Natale.
Dice la Lega: più presepi e meno moschee. Moschee non se
ne vedono, presepi nemmeno. È il declino del sacro,
altro che invasione dell'islam! Anche gli addobbi
consumisti, però, latitano. Fili luminosi e stelle rosso
porpora. Li avranno concentrati in centro città. Qui
attorno proprio non si vedono. Sarà l'effetto della
crisi, che inibisce l'esibizione della festa. Invece, qui
e là, sono ricomparsi i babbi natali. Appesi alle
finestre e ai balconi. Attaccati ai muri. Come ladri.
Qualcuno mi ha detto che è lecito abbatterli a fucilate,
per legittima difesa. Ci sto pensando seriamente.
Il tempo-meteo non aiuta a creare l'atmosfera. Oggi, ad
esempio, è un giorno luminoso e fa discretamente caldo.
È quasi primavera. Negli scorsi giorni: autunno piovoso.
Neanche un fiocco di neve. Anche il Pasubio,
all'orizzonte, è appena sbiancato. Insomma: quando
mancano due settimane appena, quest'anno, si vedono poche
tracce del Natale. Forse sta arrivando. Magari arriverà
domani, senza preavviso. Oppure stavolta se n'è andato.
È fuggito altrove. Può darsi che ritorni. Però non
pare siano in tanti ad attenderlo.
(10 dicembre 2009)

lunedì 14 dicembre 2009
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