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Lo sapete che un vezzo di questi nostri
confinanti è quello di far credere che Beethowen sia
austriaco e Hitler tedesco. Quindi Austria sì, ma a
piccolissime dosi.
Pubblico un articolo che descrive una faccia dell'Austria
da ammirare. Non mi piacciono i
filotedeschi-austriaci-svizzeri, non condivido nel modo
più assoluto un'idea di paesi ideali, ordinati, dove
tutto funziona. Pensate ad un mondo popolato solo di
tedeschi. E capirete.
DallAustria: piste ciclabili, agricoltura bio, un
pezzo di
mondo senza recinzioni ...
di Renata Lovati, Cascina Isola Maria, Albairate
(Milano).
Ho trascorso qualche giorno in Austria pedalando sulla
ciclabile di Mozart e lungo lAlpen Strabe in
Baviera, immergendomi, pochi chilometri al di là del
Brennero in un
mondo a parte .
Piste ciclabili ovunque, immerse nella natura ma anche
lungo le strade statali, molto semplici ed economiche,
con piccoli sottopassi che spostano i ciclisti a destra o
a sinistra della strada principale o che sfruttano le
strade poderali o le corsie riservate agli autobus o
ancora i marciapiedi, molto più larghi dei nostri.
In questi casi pedoni e ciclisti convivono con
intelligenza e da ogni parte il ciclista sembra essere
favorito nella mobilità.Ovunque si trovano rastrelliere
per le bici; anche queste
semplici e poco costose.Le zone pedonali ed escluse
allauto privata sono estese a tal punto da farmi
immaginare che noi italiani siamo completamente
emarginati in Europa nel nostro modo di spostarci e, cosa
ancor più grave, nel progettare le infrastrutture del
futuro.
Il paesaggio che i paladini nostrani o
gli scomodi cretini, nella azzeccata
definizione di Maria Giulia Crespi, si ostinano a
difendere qui da noi in Italia, là è integro e regala
spazi di chilometri tra una cittadina e laltra,
senza lo sfregio dei centri commerciali e della
cartellonistica pubblicitaria.
Gli spazi aperti della ruralità sono aumentati dalla
quasi
totale assenza di recinzioni, da cancelli, da quelle
barriere
che, nella nostra vita quotidiana, continuiamo ad erigere
in
difesa dei nostri spazi privati.
Le attività artigianali e commerciali sono mirabilmente
inseriti
nellarchitettura locale e a chi può essere
allergico allo
stile Tirolese dirò che ho trovato impianti
sportivi ricoperti
con tetti trasformati in prati o campi da golf la cui
unica
recinzione era il filo che delimita i pascoli.
In circa trecento chilometri percorsi ho contato solo tre
bottigliette di plastica e mi è capitato di entrare,
uscendo da
un bosco, in una cava ed uscirne senza neanche incontrare
una
sbarra.
Ettari ed ettari di prati e pascoli con piccole stalle
che
vantano un marchio Austria Bio, ospitalità diffusa con
piccole
Gasthof,zimmer e agriturismi dove la concorrenza tiene
bassi i
prezzi ed evita il consumo di territorio con le seconde e
terze
case chiuse nei nostri centri turistici per buona parte
dell
anno.
Lattenzione ambientale, da una parte, e la mancanza
dei
richiami pressanti al consumismo di tanti popoli europei,
non
possono non far riflettere ancora una volta sulla
povertà
culturale dei modelli dello sviluppo italiano
dellultimo
decennio.
LItalia detiene il TRISTE PRIMATO europeo per
densità
automobilistica con 60 auto ogni 100 abitanti, seconda
nel mondo
dietro agli U.S.A !!!!! E conta circa 1200 chilometri di
piste
ciclabili degne di questo nome.
LAustria, con una superficie grande come il nord
Italia, ne
conta circa 3000, altrettanto ne ha la Svizzera e
addirittura
35.000 la Germania.
LAustria è al primo posto in Europa per quota di
merci
trasportate per abitante attraverso la ferrovia e, senza
avere
lalta velocità ..., vanta un servizio tra i più
efficienti in
Europa, con treni che dispongono sempre di un vagone per
il
trasporto bici a cui è assicurata una riduzione del 50 %
del
costo del biglietto.
Se vogliamo continuare a considerare il P.I.L. come
indice di
progresso, troviamo sempre lAustria al quarto posto
in Europa;
e avendo, da anni, investito nel settore delle energie
rinnovabili, conquista il primato della produzione nel
solare
termico esportando il 70% della sua produzione.
Singolarità che ho trovato studiando un po di
statistiche su
internet, è lattenzione che ai temi ambientali
riserva anche la
Chiesa cattolica in questo paese . Da quattro anni,
durante la
Quaresima, i preti sollecitano i fedeli a compiere il
DIGIUNO
dallAUTO (!!!!!!!!) invogliandoli a contribuire
alla riduzione
delle emissioni di anidride carbonica per raggiungere i
parametri fissati dal protocollo di Kyoto.
Di tali parametri il governo italiano non sembra
preoccuparsene
molto, visto che stiamo accumulando un debito di oltre
3,6
milioni di euro al giorno per lo sforamento delle
emissioni
rispetto allobiettivo prefissato.
Nel 2008, infatti, le stime del Kyoto Club rilevano in
Italia un
aumento del 6% al posto di una diminuzione richiesta del
20%
circa entro il 2012.
Paesi virtuosi e non certo sottosviluppati come la
Germania,
hanno in anticipo già raggiunto i parametri fissati dal
protocollo, avendo già ridotto del 22,4% le proprie
emissioni.
Di fronte a questi semplici dati non è possibile
continuare a
credere che lidea di sviluppo che ci propinano
quotidianamente
migliorerà la vita dei nostri figli, né tanto meno ci
avvicinerà
a unEuropa che si fa sempre più lontana e
irraggiungibile.
Spesso, più di tante parole, contano i fatti e allora,
nel
nostro piccolo, in tanti scomodi cretini continueremo a
contrastare il progetto Anas, proseguimento della
Boffalora
Malpensa, auspicando che qualche nostro amministratore si
spinga
a pedalare al di là del Brennero ...
domenica 25 ottobre 2009
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