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Non sarò certo io ad allarmarvi visti
i toni "peace and love" della dottoressa
Francesca Predicatori dell'ARPAV (Agenzia
Rassicurazioni Puntuali
Ambientalisti Veronesi).
Pochi giorni fa ci diceva "I dati rilevati a Fumane
sono simili a quelli registrati in città, dalla
centralina di corso Milano, ma bisogna aggiungere che
sono spesso anche molto vicini a quelli della centralina
di Boscochiesanuova."
La pace sia con tutti voi.
Non sarò certo io ad allarmarvi visti i toni "peace
and love" della dottoressa Francesca Predicatori
dell'ARPAV (Agenzia Rassicurazioni
Puntuali Ambientalisti Veronesi).
Pochi giorni fa sull'Arena la Responsabile dell'Unità
Operativa Agenti Fisici ci diceva "I dati
rilevati a Fumane sono simili a quelli registrati in
città, dalla centralina di corso Milano, ma bisogna
aggiungere che sono spesso anche molto vicini a quelli
della centralina di Boscochiesanuova." Non capisco. Ma
forse è l'età. Spero solo che non sia qualche PM0,1 che
mi è penetrata nel cervello.
Dottoressa Predicatori, mi faccia capire. Se i dati
rilevati a Fumane sono simili a quelli registrati in
città, dalla centralina di corso Milano, i giorni di
sforamento nel 2009
sono 55 (come dice lei)
sono 75 (come dice Il Sole 24 Ore)
sono 82 (come dice
Bertucco, qui di seguito)
o sono 90 (come riportato
da Veronasera) ???
Vede, gentile dottoressa, quando lei dice
"I dati rilevati nella fascia pedemontana delle
province di Verona, Padova e Vicenza sono molto simili in
termini di inquinamento da polveri sottili" ci invia
questo rassicurante messaggio: "CEMENTIFICIO O NON
CEMENTIFICIO per me pari sono".
Al di fuori di ogni ironia, le assicuro
che è in gioco la CREDIBILITA' dell'Agenzia di cui fa
parte. Smettetela con i giochetti tipo lo spostamento
delle centraline nel parco di Via Sesini, le misurazioni
ancora delle PM10 che sono dei dinosauri tenuti in vita
per comodità, le linee
guida APAT che solo voi sapete cosa sono.
Nel Regolamento allegato allo Statuto dell'ARPAV c'è
scritto:
art. 3, comma 2,
lettera a): effettuare il
controllo di fonti e fattori di inquinamento dell'aria,
acustico, elettromagnetico, delle acque e del suolo;
Questo è ciò che dovete fare. E allora che cosa
aspettate a dirci quali sono i valori di PM2,5, delle
acque a valle del cementificio, del suolo ai Santoci ?
Voi non dovete rassicurare nessuno. Dovete fornire dati,
dati concreti, dati comprensibili, dati veritieri, dati
confrontabili. Dati credibili. Saremo
poi noi a decidere se tranquillizzarci o meno.
Riportiamo qui di seguito l'articolo in questione.
Sotto accusa le polveri sottili
IL FENOMENO. In primo piano concentrazione e impatto
delle Pm10 nel territorio provinciale
08/01/2010
Francesca Predicatori
L'indagine epidemiologica era stata richiesta da tempo,
dalla passata amministrazione comunale e, soprattutto,
dai comitati ambientalisti Valpolicella 2000 e Fumane
Futura. L'esigenza di effettuare un'indagine accurata era
emersa dopo i contatti con i comitati spontanei di
cittadini di diverse zone in Italia, dove si trovano
altri cementifici, che avevano evidenziato situazioni di
pericolo per la salute. Per dissipare eventuali
preoccupazioni, a Fumane era nato un comitato etico,
composto da medici, amministratori e cittadini, ed era
stato effettuato dall'Arpav un monitoraggio, in due
distinte campagne, con il posizionamento di postazioni
mobili in quattro punti diversi del territorio. Il paese
è dotato di una centralina che rileva i dati
quotidianamente, dati che vengono pubblicizzati
attraverso un tabellone luminoso collocato sulla facciata
del municipio.
I dati rilevati a Fumane sono simili a quelli registrati
in città, dalla centralina di corso Milano, ma bisogna
aggiungere che sono spesso anche molto vicini a quelli
della centralina di Boscochiesanuova. Nel 2009 la soglia
limite di 50 microgrammi per metro cubo di polveri Pm10
è stata superata 55 volte (57 nel 2008). «Nell'ambito
della provincia la situazione di Fumane non è
particolarmente critica», spiega la dottoressa Francesca
Predicatori, dirigente dell'Unità operativa degli agenti
fisici dell'Arpav di Verona, «la situazione è simile
anche in tutto il Veneto: tutti i comuni pedemontani,
come appunto Fumane e Mezzane di Sotto, ricadono nella
fascia A per la presenza di Pm10 e superano per molti
giorni all'anno i limiti previsti per legge di 50
microgrammi giornalieri, quindi devono preparare piani di
risanamento».
I dati rilevati nella fascia pedemontana delle province
di Verona, Padova e Vicenza sono molto simili in termini
di inquinamento da polveri sottili. «Come Arpav
forniremo i dati necessari per l'indagine, soprattutto
quelli relativi alla concentrazione di inquinanti per i
due comuni», continua la dottoressa Predicatori,
«l'attenzione massima è sull'impatto e sull'incidenza
che questi inquinanti hanno sulla salute della
popolazione. Ne uscirà una fotografia sullo stato di
salute della popolazione residente a Fumane».
Il comune conta poco più di 4.000 abitanti ed è a
vocazione vitivinicola ma sul territorio sono attive due
industrie: Cementirossi e Exide.G.G.
Bertucco di Legambiente
Pm10, Verona
in vetta
per superamenti
INQUINAMENTO. Legambiente: «Limite superato già per 82
giorni»
23/11/2009
Torna lemergenza smog
Verona. In quasi tutto il Veneto le polveri sottili si
avviano al decimo giorno di superamento dei limiti di
legge anche con picchi altissimi, oltre i 100 microgrammi
per metrocubo d'aria, quando il limite di legge per il
pm10 è 50.
A renderlo noto è Michele Bertucco, presidente regionale
di Legambiente che dice: «Questo è il risultato della
politica regionale che ha rinunciato ad ogni azione di
coordinamento, perciò i comuni vanno in ordine sparso».
E prosegue: «Questi picchi di Pm10 non vanno
sottovalutati, è fondamentale che le istituzioni
preposte allertino la popolazione per limitare i danni».
Infatti, Bertucco fa notare che tra le persone esposte,
«si rileva l'aumento dell'aggravamento di sintomi
respiratori e cardiaci in soggetti predisposti». E
aggiunge: «È stato possibile stimare un incremento
lineare di 0.5-1 per cento nella mortalità per ogni 10
grammi per metrocubo di Pm10. In questi casi, soprattutto
per bimbi e anziani, conviene limitare il più possibile
l'esposizione all'esterno e soprattutto non fare moto
all'aperto».
E conclude: «Non ci stancheremo mai di ripeterlo, la
strada maestra per diminuire il Pm10, è la limitazione
del traffico urbano e il potenziamento del trasporto
pubblico».
I dati ufficiali, mettono la provincia di Verona al primo
posto nel Veneto per il numero di superamenti della
soglia di Pm10, con 82 giorni fuori dal limite fino a
sabato, contro ad esempio i 75 di Padova e i 74 di
Venezia. I giorni di superamento consecutivi a Verona
sono 7 (sempre fino a sabato), record superato da tutte
le altre province tranne Belluno.
domenica 10 gennaio 2010
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