Fumi Fumi su Verona

 
 





Appena appresa la notizia dell’incendio alla Kemoxide di San Pietro in Cariano, ho pensato alla De Longhi di Treviso.
I pompieri più “pompieri” in questi casi sono, nell’ordine:

a) il politico che (in modo originalissimo) dice di tenere la calma
b) l’ARPAV che “non conferma la presenza di anomalie”
c) l’ULSS o la Protezione Civile che assicurano che non c’è nulla da temere

Siccome noi ambientalisti abbiamo imparato da molto tempo come vanno queste cose, vi possiamo garantire che a fronte di incendi di gomma e di plastica


SI FORMANO SEMPRE DIOSSINE E FURANI


Il solito disco delle solite cassandre ? Certo. E per fortuna che ci siamo, altrimenti questi qui sarebbero capaci di raccontarci che quei profumati fumi neri rinforzano i polmoni dei nostri figli. Quindi, per bene che vada, l’incendio della Kemoxide è un ulteriore disastro ambientale che va a sommarsi ad una situazione delle più critiche dell’intero Paese. Tranquilli. E’ garantito che uscirà anche il solito idiota a dire: “ è tutta la Val Padana che si trova in condizioni analoghe…”
Godetevi adesso questo Déjà vu.


- 18 aprile 2007: incendio della De Longhi di Treviso. Arpav e Protezione Civile di chiarano che non c’è alcun pericolo. Si raccomanda di tenere le finestre chiuse.

- 19 aprile 2007 : si è rilevata diossina ma solo in zona Fiera, nelle vicinanze dello stabilimento andato a fuoco

- 4 maggio 2007: La compagna di Luciano Benetton ha iniziato a interessarsi di diossine e danni fisici correlati solo da quel mercoledì sera, quando era chiaro che l'incendio allo stabilimento della De Longhi, distante solo quattro chilometri dalla quiete di Villa Lia, rischiava di contaminare Treviso e dintorni. L'evacuazione non c'è stata: il sindaco leghista e l'Arpav (l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente) hanno effettuato i controlli subito dopo l'incidente, assicurando che non c'era alcuna minaccia per la salute pubblica. Ma il 'tutto va bene' non ha convinto i Benetton: girando per i cinque ettari della tenuta hanno notato piante avvizzite, animali intossicati, un odore acre che non spariva. Così la coppia ha speso circa 20 mila euro e chiesto a uno dei pochi laboratori privati specializzati un monitoraggio ambientale della proprietà. A 16 giorni dal rogo, nonostante le piogge torrenziali, le diossine e gli inseparabili furani (altri composti nocivi) sono stati trovati sulle foglie di ortaggi e insalate, sugli alberi da frutto e in grandi quantità sul terreno. "Su un pero", spiega l'autore della relazione tecnica Raul Martini, "abbiamo rintracciato un valore di tossicità esorbitante: un solo frutto potrebbe contenere più della soglia giornaliera massima consigliata dall'Oms. La diossina ha invaso l'orto, e finirà con ogni probabilità nelle falde acquifere. I dati ufficiali? L'agenzia per prevenire il panico ha usato toni rassicuranti, ma credo abbia sbagliato". Nella relazione, in realtà, il commento è meno diplomatico: "Dall'Arpav", si legge, "sono arrivati commenti approssimativi, poca cautela, manipolazione dei risultati".



- 19 ottobre 2010 - Incendio della KEMOXIDE in Comune di San Pietro (Valpolicella)

- 20 ottobre : L’Arpav ci ha comunicato che i rilievi sull'inquinamento dell'aria effettuati in tutta l'area «non davano evidenza di anomalie e come anche olfattivamente non si aveva percezione di ricadute» e che altresì le centraline della qualità dell'aria del Comune di Verona (Borgo Milano, Cason) «non segnalavano anomalie nei parametri rilevati nella notte e nella mattinata».
Parametri normali, quindi, come precisa anche l’assessore provinciale all’Ambiente, Fabio Venturi … Dopo aver parlato con l’Ulss e i tecnici Arpav mi è arrivata la rassicurazione che non ci fosse alcun pericolo per la salute degli abitanti. Nessun allarme ma un po’ di paura per le dimensioni dell’incendio. Abbiamo consigliato alle famiglie di tenere a casa i bambini …

- 21 ottobre: non mi risulta che Benetton abbia proprietà in Valpolicella. Però, se ci fosse qualche “curioso” e munifico benefattore disposto a finanziare una analisi privata, troverebbe DI SICURO valori DISCORDANTI da quelli dell’Arpav.


Mi auguro che i proprietari di vigneti e frutteti, nel raggio di 3-4 kilometri dall’incendio, facciano CAUSA e chiedano i danni al proprietario della Kemoxide. Sarebbe davvero ora che qualcuno cominciasse a pagare. Chissà se è adeguatamente assicurato anche su questo...



mercoledì 20 ottobre 2010

 
 
     
 
     
     
 

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