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Un tempo si chiamavano
casotti. Poi diventarono depositi
attrezzi. Oggi, seguendo una chiara evoluzione
semantica e semiologica, si chiamano ANNESSI RUSTICI. Si
trovano in campagna. Ma se tu hai un pezzo di terra
vicino allabitato, ecco che non sono poi così
tanto in campagna. Dovrebbero essere degli edifici
accessori alla coltivazione della terra. Un tempo erano i
ricoveri di zappe, badili, aratri, erpici. Spesso
cera anche una stalletta per riparare le mucche nel
caso di violenti temporali. Secondo la normativa vigente gli
annessi rustici sono il complesso delle strutture
edilizie ordinate alla gestione del fondo rustico e
dell'azienda agricola. Si legge ancora: Spetta
al Comune valutare la compatibilità urbanistica e
ambientale del nuovo fabbricato alla regolamentazione
comunale e generale. Un tecnico precisa: Una
volta che l'AVEPA (ex ispettorato regionale agricoltura)
ritiene indispensabile l'intervento per l'attività
dell'azienda, i due membri dei Beni ambientali (ex
commissione edilizia - cancellata) prima e la
Soprintendenza poi, danno l'eventuale
benestare/autorizzazione dal punto di vista dell'impatto
ambientale".

Come capita spesso in questa Nostra Terra, la normativa
è strutturata in modo tale che ognuno di coloro che
devono intervenire possano affermare la
responsabilità non è mia.
Sta di fatto che in Comune di Marano, perla
rara della Valpolicella per quanto riguarda il
rispetto del territorio, spuntano depositi
attrezzi con caratteristiche quanto meno singolari.
Il rispetto nei confronti di zappe e badili sta
rasentando lidolatria. In un viottolo che da San
Rocco conduce alla strada Marano-Torbe, potete incontrare
questo meraviglioso TEMPIO ALLA ZAPPA.
Vi preghiamo di osservare con attenzione la travatura,
gli stipiti delle finestre, la lavorazione del muro in
sasso a vista, le gronde. Non lo posso garantire, ma se
si andasse a vedere la sezione del tetto, immagino che
non manchi un efficiente isolamento termico. Tutto
questo per un encomiabile rispetto nei confronti degli
attrezzi agricoli. E vero che tutte le
civiltà evolvono. Però quella contadina sta
facendo passi da gigante. In altri Annessi Rustici (non
in quello delle foto) si possono notare poggioli,
ringhiere in ferro battuto, porte e finestre che
stranamente coincidono con quelle di una comune
abitazione. Che le zappe di oggi pretendano di fruire
anche della vista che si può godere dal terrazzo, mi
pare davvero troppo. Qualcuno mi dirà: non ci sono più
le zappe e i badili di una volta. E vero, però che
anche un decespugliatore abbia simili pretese, mi pare
davvero azzardato.

Chi ha occasione di girare a piedi per la nostra
campagna, le osservi queste costruzioni. Osservatele e
basta. Nessuno si azzardi a parlare di abusivismo
edilizio perché, come sempre accade in
Valpolicella, di ABUSIVO non cè assolutamente
nulla. Tutto è perfettamente in regola. E, tenetelo ben
presente, MAI POTRA SUCCEDERE che un
Annesso Rustico possa diventare una comune abitazione.
domenica 23 ottobre 2011
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