L'anatra zoppa del Consorzio

 
 






Quali siano stati i motivi storici e tecnici per cui possano produrre Valpolicella e Amarone quelli di Montecchia di Crosara, interessa poco. Pretendere che quelli di Cazzano di Tramigna sappiano che cosa sta succedendo a Fumane è pura follia. Un Consorzio di Tutela dei Vini della Valpolicella che ha come socio più importante la Cantina Sociale di Soave, spiega perché ci troviamo di fronte ad un’ANATRA ZOPPA. Quindi la mancata incisività del Consorzio nei confronti della salvaguardia del territorio della Valpolicella (aggiungere Storica non serve perché è l’unica Valpolicella), si spiega parzialmente con questa non identità tra territorio DEL Valpolicella e territorio DELLA Valpolicella.

Di sicuro ci sono altri elementi che influiscono pesantemente sulla “non posizione” del Consorzio. L’Associazione Industriali di Verona si è schierata apertamente sia per il rinnovo degli impianti del Cementificio, sia per lo smaltimento nello stesso dei fanghi dei marmisti. Però ognuno fa il proprio mestiere, ognuno persegue i propri obiettivi primari al di là e al di sopra degli interessi di un territorio. E da qui nascono le iniziative di protesta, i comitati, le associazioni, i gruppi su internet che si oppongono ad una egemonia spesso arrogante, spesso condizionante le mosse politiche conseguenti.

C’è bisogno assoluto di un
Organismo che tuteli LA Valpolicella, la sua economia prevalente e predominante, che delinei un futuro che non può assolutamente giustificare insediamenti industriali incompatibili con il territorio. Nel Chianti questo Organismo è nato come “naturale emanazione” del Consorzio. Si chiama Fondazione per la Tutela del Territorio del Chianti Classico.
Anche in Valpolicella serve un Organismo del genere. E chi lo deve fare ? I vitivinicoltori che hanno a cuore la prosecuzione della loro attività imprenditoriale, gli stessi che sono anche iscritti al Consorzio più altri nomi “di peso” che non lo sono. Non ci sono alternative. O capiscono che questa volta c’è da combattere uniti, oppure chissà che cosa riserverà loro il futuro. E non è solo il cementificio-coinceneritore il nemico da bloccare. Vadano a fare un giro a san Vito di Negrar, lì di dietro al distributore folle, vadano a vedere che fine stanno facendo i vigneti. E poi ci sono le gallerie, le tangenziali, le bretelle e le bretelline che distruggono territorio e creano i presupposti per nuove cementificazioni lungo di esse.

Tutti coloro che vendono VINO E TERRITORIO si rendano conto che siamo già arrivati ai limiti. Andate a Castelrotto e date un’occhiata agli imbocchi delle valli di Marano e di Negrar. Il territorio si consuma via via, mille, duemila metri per volta: ma è un processo continuo, inarrestabile.
Capiscano che sono stati loro i Protagonisti di questo sviluppo economico e devono essere loro a decidere il futuro di questa loro e nostra terra. E’ LA VALPOLICELLA, l’unica Valpolicella che esiste a far nascere una vera e propria RESISTENZA.


sabato 17 luglio 2010

 
 
     
 
     
     
 

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