Quando gli Ameri cani
diventano insopportabili

La condanna di Amanda Knox a 26 anni di carcere per l'omicidio di Meredith Kercher ha profondamente scosso gli Stati Uniti. Tanto che la vicenda è approdata a Washington e il segretario di Stato Hillary Clinton ha detto di essere pronta a incontrare chiunque abbia dei timori su come la vicenda è stata gestita.

 
 



Non so in cosa potremmo prendere lezioni dagli Americani. Sul come si esporta la democrazia ? O sul come si svende la propria economia ai Cinesi ? Sul come inventare false accuse ad una nazione e dichiararle guerra ? Sul come sterminare 16 persone in una scuola con una pistola comprata al supermercato ? Sul come lasciar morire uno di malattia e non curarlo perché non ha i soldi ? Sul come far assolvere un omicida solo perché si può permettere l’avvocato di grido ? Sul come calare i pantaloni di fronte alle richieste dei Signori della Guerra ? Sul come inventare una economia virtuale con la quale rubar quattrini ai risparmiatori del mondo ?

Ma chi è e cosa vuole questa senatrice democratica Maria Cantwell che ha chiesto di verificare se la sentenza di Perugia sia stata condizionata da «sentimenti anti americani» presenti in Italia.
Secondo lei da cosa nasce l’antiamericanismo ?
E le Amanda Knox se le tenessero ben strette: altrimenti i telefilm come li girano ?



Guido Olimpo sul Corriere di lunedì 7 dicembre scrive
Passaporto e Giustizia

Hillary Clinton ha pesato le parole: “Non ho ancora avuto tempo di studiare il caso Knox”. Forse lo farà, visto che si è detta pronta a incontrare “chiunque abbia dei timori” sulla regolarità della vicenda. Una formula diplomatica che conferma la regola numero uno quando un cittadino americano è accusato di un reato all’estero: non conta se sia innocente o colpevole, quello che vale è il suo passaporto. Un passaporto più rilevante di un alibi. E dunque l’imputato va difeso andando anche oltre i limiti accettabili. Lo abbiamo imparato bene in questi anni. Assolto il pilota statunitense responsabile della strage del Cermis (20 morti). Nessun procedimento per il soldato che ha ucciso il nostro 007 Nicola Calipari a Bagdad. E’ come se le tavole della Legge universale fossero state scolpite a Washington. Gli altri si devono adeguare.

Certo, con l’Italia l’approccio statunitense è reso più facile dalla situazione del nostro sistema giudiziario. Ammettiamolo, ci facciamo male da soli. Le lungaggini processuali, l’eterna contrapposizione tra politica e magistrati, il clima velenoso che si respira, forniscono munizioni a chi vuol presentare la nostra giustizia come bizzarra o addirittura poco credibile.
A questa valutazione se ne aggiunge una “culturale”, con l’Italia arretrata, dalla mente chiusa, che condanna una bella e disinvolta ragazza americana solo perché è tale. Una versione sposata dai mass media americani, ai quali l’Italia piace solo quando si tratta di moda, cibo e turismo. Una cartolina.

Solo qualche esperto ha ammonito: se Amanda fosse stata giudicata da un tribunale statunitense avrebbe rischiato una pena pesantissima e forse la pena di morte. Ma Amanda è stata processata all’estero e dunque la campagna a difesa è riuscita a coinvolgere persino il Dipartimento di Stato. L’Amministrazione non riesce a chiudere Guantanamo eppure trova il tempo di pensare alla sentenza di Perugia.
Già, Guantanamo. Il tanto vituperato sistema giudiziario italiano non può giudicare Amanda, però è perfetto –secondo gli stessi americani- quando deve ricevere come rifiuti i una pattumiera i detenuti del campo di prigionia. Ne abbiamo accolti due e li abbiamo messi in galera. Strano che l’attenta Hilary Clinton si sia dimenticata di questo dettaglio.

lunedì 7 dicembre 2009

 
 
     
 
     
     
 

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