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Quante altre alluvioni o smottamenti o crolli dovranno
passare davanti ai nostri occhi ormai assuefatti e
spenti, prima che tutti ci si convinca che è oramai
urgente occuparsi seriamente del più importante essere
vivente: la Terra. Il consumo di territorio ormai è
conclamato in tutta Italia e le ultime alluvioni che
hanno colpito le nostre terre, hanno fatto piombare il
ricco Veneto ai livelli di alcune regioni del sud. E'
poco consolante sentirsi fieri dell'operosità dei
Veneti, sentire le banalità dei politici sulla
solidarietà e il fatalismo del "non avere nulla da
rimproverarsi" degli amministratori. L'autocritica
che manca completamente a molti dei politici locali e
nazionali è uno scandalo etico. Il momento storico è
ormai propizio per un cambiamento radicale nella politica
del nostro paese, e la difesa e la valorizzazione del
territorio sono a mio avviso la sfida che ognuno di noi
in base alle proprie forze deve intraprendere. E' ora di
una nuova Resistenza. Fortunatamente non contro
l'invasore o un tiranno oppressore, ma che sia un
sentimento di riscoperta del valore di Patria non
retorico e militarista ma di amore e servizio per il
proprio territorio. Quel territorio che è stato difeso
anche a costo della vita da generazioni di donne e uomini
che sono nostri genitori o nonni e che l'hanno consegnato
a noi. Quelle stesse persone che hanno conosciuto la
durezza e l'ostilità di condizioni sicuramente non
agiate come le nostre odierne, ma che erano legati
indissolubilmente alla loro terra.
Ora tocca a noi. E ora di
soverchiare ideologie stantie e semplicistiche che si
concretizzano in banalità del tipo "non si può
fermare il progresso" perpetrate da amministrazioni
locali incapaci e senza idee. Le stesse amministrazioni
locali che dipingono come "i soliti
ambientalisti" chi si preoccupa della salute del
territorio come se questa non influisse direttamente
sulla salute di chi vi abita. Se non fossero tragici nei
loro effetti, alcuni comportamenti di amministratori
locali che si propongono di valorizzare i prodotti della
Valpolicella omettendo le spinose questioni relative ad
inquinamento e sviluppo dissennato, sarebbero persino
degni essere rappresentati in teatro.
Molti politici locali non sanno cosa
significhino le parole dignità e decoro, se lo sapessero
si occuperebbero seriamente del territorio che hanno
scelto di amministrare, proverebbero la sensazione che
fare ciò è un servizio e non un privilegio da usare
come prestigio personale, di aziende votate allo
sfruttamento dello stesso, o della propria parte
politica.
E' ora che la finiscano i nostri politicantini di
dipingerci come i "Comitati del no", i
"soliti ambientalisti", pochi "radical
chic". In Valpolicella con un piccolo gruppo di
amici provenienti da esperienze diverse, abbiamo
organizzato un corso per informare e formare, persone e
aziende vitivinicole sulle possibilità di coltivare in
maniera sostenibile, utilizzando procedure e prodotti
biologici. CREDIAMO CHE LA NOSTRA SALUTE SIA
INDISSOLUBILMENTE LEGATA ALLA SALUTE DEL TERRITORIO,
INTESO COME TERRA, ARIA E ACQUA.
Più di trenta aziende si sono iscritte e molte altre che
non abbiamo potuto iscrivere ci stanno spingendo ad
organizzare nuovi corsi. Inoltre più di 50 liberi
cittadini, sottlineo "liberi", si sono
presentati per chiedere informazioni.
Agli amministratori diciamo che siamo disposti a lavorare
assieme, non vogliamo essere antagonisti ma
collaborativi, ma allo stesso modo siamo indisponibili a
derogare da una vera, seria, onesta e libera da
potentati, DIFESA DEL NOSTRO TERRITORIO.
Ci vogliamo occupare del nostro territorio, non siamo per
il no, siamo "ambientalisti" ma per noi esserlo
è un vanto e ogni donna e ogni uomo dovrebbe esserlo.
Riccardo Anoardo
sabato 13 novembre 2010
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