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La lungimiranza della politica italiana si
esprime a pieno sulla questione dell'energia Nucleare. La
patria di Rubbia non è riuscita negli ultimi 25 anni a
darsi una Politica Energetica. Non solo. Non è riuscita
a cogliere delle opportunità di sviluppo economico che
si presentavano anche solo con i pannelli solari. E oggi
li andiamo a comprare in Cina e in Corea. La trattativa
già avviata con la Francia per le Centrali DI ULTIMA
GENERAZIONE, è solo un affare personale del nostro
presidente del Consiglio. Avendo già intascato le
provvigioni di questo giro miliardario, adesso si è
messo a fare i giochetti di prestigio per impedirci di
andare una seconda volta a dire NO al NUCLEARE.
Milano oggi ci potrà dare una grande notizia. E di ADDIO
ne potremmo dare addirittura DUE.
La Germania
dice addio al nucleare
Le
centrali verranno fermate tutte entro il 2022: gran parte
dei reattori disattivati entro il 2011
La Germania sarà la prima potenza industriale a
rinunciare all'energia nucleare. Il ministero
dell'Ambiente ha annunciato infatti che fermerà il suo
ultimo reattore nel 2022 e ha definito la decisione
«irreversibile».
LA DECISIONE - Gran parte dei reattori tedeschi sarà
disattivato entro quest'anno, mentre gli ultimi tre
funzioneranno per altri 11 anni al massimo. Il ministro
Norbert Roettgen ha spiegato che gli otto reattori dei 17
che non sono collegati alla rete di produzione di energia
elettrica non saranno più riattivati. La decisione è
frutto delle riflessioni che il governo tedesco ha
avviato dopo il disastro di Fukushima, che ha provocato
proteste di massa nel paese, contro l'impiego
dell'energia atomica. L'energia nucleare garantisce
attualmente il 22% del fabbisogno di elettricità del
Paese.
Corriere Redazione online
30 maggio 2011
Energia
Nucleare, La Svizzera Dice No: Niente Più Centrali
29 maggio 2011 ore 19:41 - di KungFuGirl
Quasi la metà dell'energia elettrica svizzera è
attualmente prodotta grazie alle centrali nucleari
presenti sul suolo elvetico, che assicurano il 40%
dell'intero fabbisogno energetico. Ma la Confederazione
ha deciso di abbandonare il nucleare e puntare su un
maggior risparmio energetico, sul potenziamento
dell'energia di origine idroelettrica e delle energie
rinnovabili. Il referendum indetto dalla tv nazionale è
stato un plebiscito: quattro svizzeri su cinque hanno
votato per l'addio al nucleare e oltre il 60% ha persino
detto di essere disposto ad accettare un aumento delle
bollette pur di liberarsi delle centrali atomiche.
Il Governo svizzero abbandonerà infatti, entro il 2034,
l'energia nucleare: le cinque centrali presenti sul suolo
elvetico (due a Beznau, una a Mulberg, una a Gosgen ed
una a Leibstadt) saranno disattivate alla fine del ciclo
di vita e non verranno sostituite con nuove, ma si
punterà su altri sistemi per la produzione di energia.
lunedì 30 maggio 2011
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