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Come fa un Comune della Valpolicella, nel
2008, ad accettare una servitù per i prossimi 100 anni ?
Fossero anche "solo" 30, è sempre una follia.
C'è una amministrazione comunale (la cui posizione nei
confronti della Cementirossi è definibile ma non
riferibile), che studia come far sparire qualche
centinaio di camion in transito giornalmente sulla strada
principale del paese; ci sono ingegneri che propongono
nastri trasportatori, motrici elettriche, strade
incassate e chissà cas'altro. A ben guardare la
cementeria fa il suo mestiere, il sindaco fa il suo.
Quella che sbalordisce è la posizione dei fumanesi.
Possibile che siano tranquilli perché gli hanno messo la
faccetta che ride sul municipio? Possibile che non si
rendano conto che saranno sempre di più in balìa della
Cementirossi, che il paese viene stravolto per
assecondarne le necessità, che gli utili non restano a
Fumane ma vanno a Piacenza, che all'inquinamento dei
camion va sommato quell'enorme punto interrogativo
rappresentato dalle nuove polveri che usciranno dal nuovo
camino?
Nel
paese dove è nata la Allegrini, che piazza con
regolarità un suo vino tra i migliori 100 al mondo, c'è
una cementeria che vuole ampliarsi, espandersi, sventrare
montagne perché è un'industria classificata come
"strategica". Ma cosa vuol dire. Ma come si
può accettare. Viviamo in una delle zone più ricche al
mondo e cediamo al ricatto di 90 posti di lavoro.
La
Cementirossi vada a fare i suoi investimenti da qualche
altra parte. La Valpolicella negli ultimi quarant'anni si
è trasformata, ha valorizzato i suoi prodotti, vuole
migliorare il suo territorio, il paesaggio, l'aria che si
respira. Oggi qui non ci può essere posto per un
cementificio. Nemmeno se ci garantissero che l'aria che
esce dal camino va ad alimentare il reparto di
rianimazione dell'ospedale di Negrar.
Ricordo
quanto scritto nel documento Amadio-Clementi dell'aprile
2007.
Ma altri due problemi
inquietanti vanno avviati a soluzione in Valpolicella.
Primo, la cementeria di Fumane, con camini dotati di
filtri davvero efficaci e con controlli frequenti.
La dispersione in atmosfera di sostanze volatili dai
camini non deve danneggiare la salute di chi vive e
lavora in Valpolicella, né la qualità dei suoi vini.
Non occorre aggiungere nessuna parola di commento.
Lattività mineraria che già oggi arreca danno
allambiente ed al paesaggio non deve durare in
eterno, ma avere una scadenza ragionevole. Chi oggi vi
lavora va rassicurato e tutelato. Per il futuro, però,
una fine va stabilita con sicurezza, senza proroghe.
C'è una
sola data da stabilire.
Quella della chiusura definitiva del cementificio di
Fumane.
20/10/2008
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